«Voglio dirti una cosa: io ho l’HIV»: giovani sieropositivi lanciano un calendario contro l’emarginazione

Un bellissimo calendario ma anche un grido per dire no all’esclusione sociale che ancora oggi vivono tanti malati di HIV nel nostro paese. Così tanti giovani sieropositivi da tutta Italia si sono uniti per realizzare il calendario 2017 intitolato provocatoriamente Voglio dirti una cosa: io ho l’HIV. L’intento è quello di fornire un’informazione corretta alla società, superando i pregiudizi e le paure delle persone, e di mostrare, attraverso le immagini che compongono il calendario, il desiderio di normalità di chi è affetto da questa malattia.

«Il nostro obiettivo primario – sottolineano, in una nota, i ragazzi autori del calendario – è informare e sensibilizzare la società sulla tematica dell’HIV, in particolar modo gli adolescenti. Da anni noi ragazzi sieropositivi ci impegniamo affinché possa arrivare un messaggio sano all’esterno. Quest’anno abbiamo deciso di farlo con un calendario che è il frutto di un nostro lungo e intenso lavoro nato dall’esigenza di comunicare che essere sieropositivi non vuol dire essere diversi ma semplicemente convivere con qualcosa in più. Vivere da sieropositivo è sicuramente impegnativo e comporta l’assunzione quotidiana di farmaci antiretrovirali per tutta la vita, ma questo non ci impedisce di vivere una vita piena e normale».

Isabella Continisio – psicologa e psicoterapeuta del Centro di Riferimento Regionale dell’HIV Pediatrico dell’Azienda e responsabile del progetto insieme a Chiara Novello, Educatrice sociale e Counsellor presso l’Unità di malattie infettive del Dipartimento per la salute della donna e del Bambino dell’Università di Padova – spiega che «il progetto nasce da un lungo lavoro che associazioni, ospedali e università portano avanti da anni, insieme ai ragazzi con infezione da HIV. Attraverso il Calendario i ragazzi intendono informare la società dello stato attuale dell’HIV, ma soprattutto vogliono far conoscere il proprio vissuto e il desiderio di superare i pregiudizi che, grazie a un’informazione corretta, non hanno più ragione d’essere».

Il progetto, promosso dalla  fondazione Penta Onlus di Padova, è stato presentato durante l’inaugurazione del nuovo reparto di Malattie Infettive Pediatriche dell’AOU Federico II, diretto da Alfredo Guarino. Il professore ha dichiarato che: «Se la medicina e la scienza hanno raggiunto straordinari successi, c’è ancora molto lavoro da fare per ottenere il recupero di una vita libera e felice, reso quasi impossibile dall’esclusione sociale e dall’emarginazione culturale. Diventa prioritario favorire una maggior sensibilizzazione della società promuovendo la conoscenza della realtà dell’HIV, soprattutto attraverso la diretta testimonianza di chi quotidianamente la vive ed ha il diritto di sentirsi considerata persona e non soggetto da evitare».

In Italia, secondo i dati dell’Aou Federico II riportati nel calendario: “ogni giorno 11 persone scoprono di essere sieropositive. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità le nuove diagnosi di infezione da HIV sono 4.000 all’anno e questo dato è costante negli ultimi 5 anni. Il virus si diffonde principalmente attraverso i rapporti sessuali non protetti; la maggior parte delle infezioni avviene attraverso contatti eterosessuali. Inoltre, più del 25% delle persone che hanno contratto l’infezione non hanno fatto il test e non sanno di averlo (1 su 4)”.

L’iniziativa si avvale contributo del Pediatric European Network for Treatment of Aids e con il patrocinio morale del Policlinico Federico II di Napoli, del Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino della Clinica Pediatrica di Padova, dell’Associazione Arcobaleno AIDS Onlus di Torino, dell’Associazione Essere Bambino di Brescia, dell’Associazione Polo Positivo Onlus di Cagliari, dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano e del Centro Aurora contro l’AIDS pediatrico di Bologna.

Contribuisci anche tu: scarica subito e gratuitamente il calendario!

http://areacomunicazione.policlinico.unina.it/wp-content/uploads/2017/01/CalendarioHIV-2017.pdf

 

Gabriella Galbiati