Vivienne Westwood the Punk Warrior

Vivienne Westwood
Vivienne Westwood

Vivienne Westwood

Una guerriera ottantenne che sovverte, stravolge e conquista. Il nemico da combattere è il cambiamento climatico.

Le sue sfilate sono uno strumento per smuovere le coscienze, i suoi abiti un mezzo per parlare dei problemi del pianeta con stampe dagli slogan provocatori e anti-politici.

Climate Revolution è il nome che ha dato alla sua personale rivolta che racconta il cambiamento di un’icona senza tempo.

Premiata al London Design Festival, tra le mura della House of Commons di Westminster, con una medaglia per i suoi Lifetime achievements, i successi ottenuti nel corso della sua lunga carriera, in cui solo una donna come lei poteva passare dalle spille da balia su abiti sgualciti e strappati a disegnare lussuosi abiti alla moda.
Vivienne Westwood
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Negli anni ’70, Vivienne apre il suo primo negozio di abiti e vecchi dischi rock’n’roll e inventa letteralmente un nuovo modo di vestire fatto di magliette bucate, stracciate, reggiseni da strada, borchie e accostamenti trasgressivi.

Erano gli irriverenti anni del punk, sexy e provocatori e ancora dopo quarant’anni la stessa stravagante fashion designer scuote gli animi dei potenti, star e modelle gridando al mondo:

Siamo qui in prestito, e ogni cosa di cui usufruiamo lo è. Non ci appartiene, ma ci è messa a disposizione dalla Terra che ci ospita.

Vivienne Westwood
Sfilata dopo sfilata le collezioni di Vivienne Westwood hanno fatto la storia comunicando ben oltre le prossime tendenze moda, non solo abiti da vetrina ma messaggi profondi.

Red Label SS 2016 collezione epocale in cui le modelle sono entrate in scena manifestando contro il fracking.

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L’attenzione rivolta al fashion system era alta, mentre disegnavo ho pensato che la moda potesse essere un mezzo per parlare al mondo dei suoi problemi e che sarei stata ascoltata.

Vivienne Westwood

Scende in piazza per manifestare con i giovani contro il cambiamento climatico, l’agguerrita sostenitrice di un futuro green diventa ambasciatrice di Greenpeace, attivista per associazioni ambientaliste come Cool Earth, e Dama dell’Ordine dell’Impero Britannico.

Sostiene la campagna Save The Arctic per fermare le trivellazioni e la pesca industriale nell’Artico.

Realizza t- shirt in collaborazione con Marie Claire e People Tree per raccogliere fondi da devolvere alle tribù indigene della foresta pluviale.

Annuncia il suo progetto ambientalista alla cerimonia di chiusura delle Paraolimpiadi di Londra nel 2012 srotolando uno striscione contenente il nome dell’iniziativa, Climate Revolution.
Vivienne Westwood
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L’impegno etico della signora della moda inglese coinvolge l’International Trade Centre (ITC), organo congiunto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC): 7000 donne africane emarginate, ragazze madri, vedove e vittime dell’Aids unite nella realizzazione della capsule di borse Ethical Fashion Africa.

Il cuore del progetto è a Nairobi in Kenya. Lo slogan: “Nessuna carità solo lavoro” sottolinea il riscatto sociale delle donne africane e il mutuo beneficio che arricchisce l’industria della moda quanto le loro anime dilaniate da una vita di stenti e miserie.

Ogni prodotto è handmade, come recita lo slogan “a mano e con amore”.

Oggi il brand Vivienne Westwood ha avviato un processo graduale di riduzione delle sfilate, dei punti vendita, delle collezioni e dei modelli.

Si sta pensando di eliminare la stagionalità a favore della unicità del prodotto, ma si tratta di trasformazioni che necessitano di molto tempo per la loro corretta implementazione pratica e affinché la loro applicazione sia economicamente possibile per l’azienda che ha la fortuna di avere come principale azionista una feroce attivista che si batte in maniera determinata e in prima persona per la salvaguardia del pianeta da quando l’attivismo fashion non era ancora di moda.

– dichiara Giorgio Ravasio, country manager di Vivienne Westwood Italia

Puntare sulla qualità di un capo non sulla quantità. Comprare meno scegliendo meglio ciò che può durare a lungo.Questo è l’invito di Vivienne Westwood: meno acquisto e più etica.

Penso che possediamo troppo. Ogni giorno cerco di lavorare sul concetto di qualità per ridurre la quantità. Sia in un’ottica di salvaguardia dell’ambiente, sia perché vorrei provare a cambiare questo atteggiamento nelle persone.

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