Vincere aiuta a vincere: il sogno Leicester continua

Se qualche giorno fa non si poteva non sottolineare la “remuntada” clamorosa del Barcellona ai danni del PSG, oggi a tenere banco è il miracolo del Leicester.
La migliore rappresentazione di come il calcio possa essere imprevedibile. Il simbolo di un sogno che continua. Perché la compagine, dopo il 2-0 rifilato al Siviglia, si qualifica ai quarti di finale di Champions League, raggiungendo un ulteriore traguardo. Storico, senza dubbio, grazie alle reti di Wes Morgan e Marc Albrighton. Un obiettivo raggiunto anche mediante l’espulsione di Nasri, che lascia il Siviglia in dieci uomini per l’ultimo quarto d’ora, e il secondo rigore parato in due sfide da Schmeichel.

Davide ha battuto Golia e adesso, con la sua adrenalina, promette di dare battaglia alla prossima avversaria. Un plauso va fatto al lavoro di Craig Shakespeare, l’uomo che ha saputo raccogliere la pesante eredità dell’esonerato Claudio Ranieri, colui che aveva permesso alle Foxes di scrivere la storia nel maggio 2016 vincendo il campionato. Ma anche e soprattutto alla determinazione che il nuovo mister è riuscito ad infondere alla squadra. Quella cattiveria e fame che negli ultimi tempi sembravano mancare ed ora permettono di accarezzare il sogno. Un ostacolo che pare insormontabile. Ma lo erano anche la conquista del titolo, il passaggio agli ottavi e il turno successivo. La realtà è che il Leicester continua la sua marcia.

Non gioca il miglior calcio d’Inghilterra. Non compra “gioielli” dai costi esagerati. Evita le polemiche sugli episodi arbitrali. Non guarda i rigori. Non pensa al nuovo stadio. Eppure riesce in quello in cui i migliori club sembrano perdersi: le vittorie dal sapore anomalo, eccezionale. Lo sa bene Gigi Buffon, che al termine della gara contro il Porto ha dichiarato di volerla evitare. Ironia la sua, basata sulla consapevolezza che la Juventus sia più forte? O timore, visto che ci si può fidare poco di una squadra che cavalchi l’onda dell’entusiasmo? Vincere aiuta a vincere, e il portiere ne è conscio.

Maria Grazia De Chiara

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