Siamo tutti de “Le particelle solitarie”

Sfidare la morte e vincerla è ciò a cui tutti gli esseri anelano. Ma perché la morte fa così paura? Filosofi e grandi pensatori di ogni tempo si sono interrogati. La conclusione? Si ha paura di ciò che non si conosce e si cerca di sconfiggerlo a priori.

L’immortalità come condizione di eternità esclude la concezione temporale. Chi è immortale non fa caso al tempo che passa, non si sofferma su troppe cose insieme. Non essendo ossessionato dalla conclusione dei suoi giorni può dirsi sinceramente esonerato dal concetto di tempistica.

A discapito di quanto si possa credere, molti ricercatori pensano che l’immortalità sia una meta possibile da raggiungere entro una cinquantina d’anni.

Tanti aspettano fiduciosi farmaci capaci di rallentare l’invecchiamento e, quindi, di allungare la vita.

Questo il tema affrontato dal romanzo dello scrittore francese Michel HouellebecqLe particelle elementari”, pubblicato nel 1998 e arrivato in Italia nel 2000. Il romanzo è ascrivibile alla fantascienza futuribile, le cui basi sono state già dettate da Orwell, Ballard e Benson. I temi sono applicati sulla base di scienze fisiche e sociali inerenti alla cultura europea contemporanea.

La storia si svolge dal 1960 al 2080 e narra le vicissitudini di due fratellastri che la madre abbandona per seguire il movimento hippy degli anni Sessanta. Michel e Bruno crescono separatamente e avranno un destino diverso. Il primo, infatti, diventa biologo molecolare, l’altro un insegnante di letteratura. La cosa che sembra accomunarli, però, è la solitudine. I personaggi sono particelle elementari, individui incapaci di relazionarsi con gli altri, ma particolarmente dediti al lavoro o a nutrire le proprie ossessioni. I fratellastri mostrano un degenerante senso di narcisismo e materialismo che li porta ad aver terrore dell’invecchiamento e più specificamente della morte. L’eternità resta la vera ossessione del pensiero umano.

Houellebecq sembra essere un perfetto successore di Baudelaire, mostrando all’interno del romanzo la complessa e tormentata vita delle sue vittime.

 

Sonia Sodano