THE LEGENDARY STORY OF KENNY CARPENTER IL PRIMO E ULTIMO RE DELLA DISCO MUSIC

Stava incidendo il remake di “Stand by Me”, la canzone pubblicata per la prima volta nel 1961 da Ben E.King, quando, assorto nei suoi pensieri in una metropolitana di New York, ascolta un clochard cantare in cambio di qualche spicciolo. Gli regala 100 dollari. Lo invita nel suo studio e registra “Stand by me” con un vocalist d’eccezione. Da quel momento, Mike Yung, il fortunato senzatetto, è ospite nei talk show americani e partecipa a America’s Got Talent 2017. Lui è Kenny Carpenter il primo e l’ultimo re della disco music.

Uno dei protagonisti dello Studio 54, il mitico nightclub newyorchese, Kenny, originario del Bronx, inizia la sua carriera a 23 anni suonando per ospiti del calibro di Andy Warhol, Bianca Jagger, Truman Capote, Diana Ross, Liza Minelli.

Lo Studio 54, era il locale più glamour di New York, non era semplicemente una discoteca ma il salotto delle star. I proprietari, Schrager e Steve Rubell, selezionavano personalmente gli invitati alla porta, decidevano ogni sera chi far entrare nel loro locale e chi lasciare fuori. Le storie su ciò che accadeva in quel club sono diventate veri e proprio miti metropolitani. «Lo Studio 54 fu l’incarnazione dell’eccesso, la joie de vivre, la libertà di esprimersi e di essere fino in fondo se stessi. Io ho fatto parte di tutto questo. Nessuno è mai più riuscito a ricreare qualcosa del genere» – racconta Kenny.

Dopo quest’esperienza gira il mondo con la sua musica, rivoluzionando il concetto di club. Acclamato da un numerosissimo pubblico, dalla Grecia, alla Svizzera, passando per l’Inghilterra, Thailandia, Giappone fino all’Italia.

«L’Italia è tutta un’altra storia, è nel mio cuore. A Napoli in particolare c’è la mia seconda famiglia. Qui conoscono la mia musica “imprevedibile”. I napoletani hanno un’energia formidabile. Sanno riconoscere la bella musica. La mia non è definita, amo qualsiasi cosa che si possa ballare, che abbia un ritmo. Non sono legato a nessun genere musicale in particolare. Oggi le hit sono tutte uguali e facili da dimenticare perché sono subito rimpiazzate. La tecnologia e la giusta strumentazione hanno reso più facile apparentemente la carriera di dj e produttori, ma non è così».

Tra Ibiza e Londra preferisce Londra con la sua musica underground, più “vera” rispetto all’enorme e caro parco giochi dell’Isla Blanca.

«I club stanno cambiando nelle scelte musicali, dalla musica elettronica si è passati al raggaeton che ha preso piede tra i giovani, forse per stanchezza. Da tempo era in atto una ricerca orientata a un nuovo genere ispirato dalla musica di Portorico, Cuba e Santo Domingo. Avete un feeling particolare con questo genere di musica, siete latini!» – aggiunge sorridendo.

E tu Kenny cosa ne pensi?

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