TDW-Tianjin International Design Week

HUMAN SPACE accende i riflettori sulla creatività urbana

Nell’era in cui l’asse economico mondiale cambia, cambiano i punti di riferimento e le regole del gioco vengono fatte da qualcun altro. Si mescolano le carte: l’egemonia culturale che fino a non troppo tempo fa era appannaggio occidentale, adesso è chiusa in mani orientali. La Cina è una delle principali potenze economiche e politiche, grazie alla crescita eccezionale del proprio prodotto interno lordo e al crescente peso nell’ambito delle relazioni internazionali. La sua influenza si impone anche in ambito culturale e, di conseguenza, artistico. Numerosissime sono le iniziative di grande respiro che nelle arti vengono promosse dal Paese: fra queste si colloca anche la TDW-Tianjin International Design Week, festival dedicato all’arte e al design giunto alla sesta edizione e che, fra le numerose iniziative in calendario incentrate quest’anno sul tema della “creatività urbana”, ha ospitato la mostra fotografica Human Space. In esposizione negli spazi di Being Park (un complesso di antiche Pagode lasciate esternamente intatte ma modernizzate all’interno, secondo un progetto di un team di architetti italiani) i lavori di Ronghui Chen, Mario Ferrara, Robert Herman e Viviana Rasulo. Cinque fotografi provenienti da tre continenti (Ronghui Chen è cinese, Herman americano, mentre Ferrara e Rasulo sono italiani) per una visione d’insieme che esalta le diversità, i differenti modi di concepire lo spazio urbano e privato e la loro fruizione da parte dell’uomo. Viviana Rasulo, ha esposto un ciclo di foto scattate in luoghi molto diversi fra loro: in Mongolia, dove ha fotografato la Ger, ossia la tipica abitazione a pianta circolare costruita quasi interamente in lana, e negli Stati Uniti, dove si è lasciata catturare dalle complesse architetture in acciaio e vetro e dai grattacieli di Los Angeles e New York.

Arte e architettura sono frequentemente andate a braccetto. Nella storia dell’arte numerosissimi sono gli artisti, non solo fotografi, che hanno riflettuto sul concetto di spazio urbano e spazio privato e nei loro lavori il concetto di casa in particolare assume un ruolo centrale spesso simbolico.

«La casa è un elemento ricorrente nella mia ricerca artistica – prosegue la fotografa – Anche nel mio ultimo progetto Living Fabrik – Tessuto Vitale, sicuramente più intimo rispetto a quello a cui appartengono le fotografie esposte in Cina, la casa, gli ambienti interni, la linea di confine fra il “fuori” e il “dentro” è spesso presente. Negli autoscatti che compongono Living Fabrik si riconosce sempre un ambiente domestico, e sullo sfondo si scorgono dettagli architettonici, finestre, porte, antichi camini. Uno spazio privato che è metafora di un universo interiore».

«Human Space è stata una bella occasione di confronto e di riflessione su quanto l’architettura e il nostro modo di vivere gli spazi pubblici e privati siano strettamente correlati, e su come dipendano da tantissimi fattori: culturali, ambientali, sociali. L’architettura si modella sull’uomo, evolvendo man mano che esso acquista consapevolezza delle proprie necessità. Secondo una visione artistica è stato bello ragionare sul concetto di città creativa» VIVIANA RASULO

«Una città creativa è secondo me una città aperta alle più disparate possibilità di fruizione, che accompagna i suoi abitanti durante lo scorrere della giornata e nelle diverse fasi delle propria vita. Dagli spazi per i momenti di relax a quelli per la socialità e a quelli dedicati ai bambini, tenendo conto dei bisogni di chi è diversamente abile o di chi ha animali».

Uno spazio privato che è metafora di un universo interiore.VIVIANA RASULO

credits ph.: Robert Herman

Chiara Reale

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