Tanto ricresce

– Non se ne parla!
– Ma perché… non vuoi aiutarmi a rivoluzionare il mondo?
– Assolutamente no.
– Certo che sei pluri-testardo!
– Puoi dirlo forte.
– Ascoltami bene, tu non ci perderai niente e insieme ci faremo un sacco di soldi. Ma proprio tanti, tanti.
– Non m’interessa.
– Ma insomma, che cosa ti ho mai chiesto?
– Solo di tagliarmi la testa.
– Appunto! Per te non dovrebbe essere un problema così grave.
– Taglia la tua.
– Mi hai visto? – il cuoco s’indica la faccia. Trattasi di un uomo sulla quarantina d’anni, dal volto barbuto e col doppio mento. Evidentemente in sovrappeso, l’umano indossa un completo da chef completamente macchiato di sangue e con diverse cuciture. Con entrambe le mani stringe un’ascia bipenne di considerevoli dimensioni.
– Sì… e fai abbastanza schifo.
– E siamo d’accordo… quindi, te lo chiedo di nuovo, vuoi aiutarmi a rivoluzionare la cucina facendoti amputare una testa?
– E io ti ripeto la mia risposta: no!
– Eddaiii… una testa in più, una in meno… che poi a te le teste ricrescono!
– Dettagli, non ho alcuna intenzione di diventare elemento di cucina. Oggi sei tu a cucinarmi, domani chissà… non se ne parla. E comunque, per essere precisi, se mi togli una testa ne ricrescono ben due. Tsk.
– Meglio ancora! Possiamo dominare il mondo con la nostra cucina. File e file di persone desiderose di affondare i loro denti nella tua succosa carne…
– Sì, un pensiero davvero emozionante.
– Allora accetti?
– No! – l’enorme idra a nove teste si mostra particolarmente nervoso. Il colossale mostro dalla coriacea pelle squamosa e verdastra, si confonde con i colori cupi della notte, solo gli occhi luccicano nell’oscurità.
Ma lo chef non sembra per nulla intimorito dal mostro che ha dinanzi.
– Facciamo un accordo, se tu ti fai amputare una testa a settimana, io ti garantisco successo, protezione e beni di ogni tipo.
– Non ho alcun interesse nelle tue banali garanzie.
– Che cosa desideri, si può sapere?
– Umh. – le teste dell’idra si scambiano occhiate d’intesa. – Cibo.
– Tutto qui? – l’umano è sorpreso ma non tarda a sorridere. – Eccellente, affare fatto!
– Umani.
– Che?
– Ci porterai un umano per ogni testa che mi ritroverò.
– Ma se per una che cade… due ne ricrescono, arriveremo al punto che…
– Hai capito bene. Allora?
– Accetto! – il cuoco è in visibilio e serra la presa sull’ascia. – Procedo?
L’idra non dice altro, calando una delle teste in direzione dell’umano.
Lo chef agisce senza esitazione, alzando l’ascia e calandola brutalmente sul collo del mostro.
La testa cade, schizzi di sangue verdognolo sporcano le già lerce vesti dell’uomo.
– Oh, finalmente. Farò la pizza più unica e pregiata che si sia mai vista al mondo! Altro che cioccolata, frutta e schifezze varie… la “pizza all’idra” dominerà il mercato mondiale. Sarò lo chef più con…
L’uomo non riesce a concludere la frase.
Ben presto intorno a lui ogni cosa diventa scura, umida e appiccicosa.
L’idra ingoia l’umano con estrema facilità, guardandosi intorno con vago accenno di sfida.                           – Uno è andato, ci servono altri nove e il patto sarà rispettato.
Ben presto il mostro si ritrova con dieci teste sibilanti di goduria mentre con estrema calma s’immerge nelle profondità del golfo di Napoli, nascosto dalla maestosità del Vesuvio e dal fracasso dei viventi, ignari di ciò che spetta loro.

Pasquale Aversano

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