Stadi italiani sempre più vuoti: cosa sta accadendo?

Gli stadi italiani sono sempre più vuoti. Secondo svariate ricerche, l’affluenza media degli spettatori negli impianti della Serie A è in calo del 2,7%. Nella classifica dei maggiori campionati europei, la prima squadra italiana per spettatori relativi alla capienza è la Juventus, che si colloca al 25esimo posto con il 96,4%. Al primo troviamo il Bayern Monaco con il 100%, protagonista del sold out all’Allianz Arena da 173 gare consecutive.

A seguire, un’altra compagine tedesca, il Friburgo, con il 99,76% in un impianto da 24mila spettatori; il Chelsea, con il 99,75%, e l’Arsenal con il 99,55%.

Il gap, quindi, con Premier e Bundesliga si fa sempre più ampio. La Serie A, con una media di 21.457 spettatori a partita nel girone di andata del 2016-17, ha raggiunto una copertura del 55% dei posti disponibili, in calo rispetto al 59% della stagione 2010-11 e di gran lunga inferiore rispetto al 90% e passa di Germania e Inghilterra, oltre che di Spagna e Francia.

Le cause sarebbero rinvenibili non solo nella mediatizzazione del calcio e nell’uso sempre più sfrenato delle Pay Tv, ma anche nel peggioramento dello spettacolo, ossia la qualità in campo. Ulteriore elemento

di disaffezione è l’insieme delle condizioni in cui versa gran parte degli stadi italiani, con una totale o quasi mancanza di servizi adeguati, essendo stati costruiti per il 44% prima del 1949. Inoltre i numerosi e ripetuti scandali, come Calciopoli, hanno generato una perdita di credibilità del sistema e, di conseguenza, di fiducia del pubblico.

Come risolvere il problema? Si dovrebbe partire dalle basi, quelle di un calcio che non c’è più. Si dovrebbe favorire lo sviluppo dei vivai per ridare un po’ di italianità alle rose, eccessivamente internazionalizzate. Dovrebbero essere effettuati interventi alle strutture per consentire al pubblico pagante di usufruire di servizi proporzionati al costo del ticket. Occorre una giustizia sportiva più celere, equa e severa. Si deve rifondare il sistema.

 

Maria Grazia De Chiara

 

 

 

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