“SE ELYRIA FOSSE UN UOMO, I SUOI PROBLEMI SAREBBERO GLI STESSI”

Intervista alla giovane scrittrice Catherine Lacey. Il suo romanzo d’esordio “Nessuno scompare davvero” è tra le migliori opere del 2016

31 anni

viso da bambina

odia internet ma conosce alla perfezione la sua generazione

Una grande scrittrice in cerca di verità e non di successo

Pensa che “ragionare in termini di genere è solo distruttivo, da qui nasce il pregiudizio”

La semplicità non è un dono comune. Classe ’85, originaria di Tupelo, nel Mississippi, Catherine Lacey dimostra molti meno anni di quanti riportati all’anagrafe. Il suo libro d’esordio, Nessuno scompare davvero – Nobody is ever missing, è inserito tra le migliori opere del 2016 nelle classifiche di riviste come il New Yorker, l’Huffington Post, Vanity Fair e Time Out.

Un exploit come il suo non è facile da spiegare, soprattutto se inserito in un mondo dove inseguire il successo sembra essere l’unica ragione di vita. Uno stile diretto e una sincerità spiazzante nel libro e nella nostra chiacchierata, avvenuta nell’unica tappa italiana della turnèe di promozione, nel corso della manifestazione “Un’altra Galassia”.

Il male di vivere come abulia (dal greco: prefisso privativo α e βουλή: volontà) è al centro dell’improvvisa fuga di Elyria, protagonista di Nessuno scompare davvero.

«Ho difficoltà a spiegare cosa racconti il mio libro, il senso appartiene a chi lo legge e credo sia giusto così. – afferma Catherine Lacey – Non mi sento parte della mia generazione: odio Internet, mi confonde». Eppure è spiazzante la sua capacità di raccontare i coetanei.

Del suo successo parla con naturalezza: «Esistono autori ventenni che scrivono libri interessanti e vengono notati o meno, altri più che trentenni fanno fatica a pubblicare i propri lavori. Molto spesso è il caso a decidere. Io mi sento fortunata, una dodicenne dalle scarpe da ginnastica consunte che non sa come tagliarsi i capelli: così sfuggo al quotidiano e resto me stessa. Mi è stato detto che sono eccessivamente giovane o che sono troppo donna per certe cose, ma a me non importa. Se vuoi diventare un autore, devi scrivere, nessuno può fermarti, è questo a rendere unico il nostro lavoro. E leggere, naturalmente. Pubblicare è meraviglioso, ma mai quanto scrivere. È una carriera interessante, ma non cambia la vita: continuerai ad essere la persona che sei, con problemi e ansie annessi, anche dopo aver pubblicato un libro».

La protagonista del romanzo è una donna: «La letteratura “di genere” femminile o maschile non esiste: i miei autori preferiti appartengono ad entrambi i sessi. Anche Elyria compie scelte indipendenti. Eppure, dall’esterno, sono in molti ad invitarla a “fare attenzione” non accettando passaggi dagli uomini nel suo viaggio in solitaria. Pensare in termini di genere può essere solo distruttivo, da qui nasce il pregiudizio. Se Elyria fosse un uomo, i suoi problemi sarebbero gli stessi. A mio parere un libro deve raccontare verità, non seguire le mode. Tra le mie più recenti letture c’è “The door” della scrittrice ungherese Marta Szabo e “Grief Is the Thing with Feathers” di Max Porters (n.d.R. ancora inedito in Italia), libri diversi da tutto ciò che abbia letto fino ad ora, semplicemente onesti, sono queste le opere che amo».

Catherine Lacey è attualmente al lavoro sul prossimo libro, la cui trama è ancora top secret. Si conosce solo la data di uscita: aprile 2017 per i paesi anglofoni e, a seguire, in traduzione nelle altre lingue.

 

Emma Di Lorenzo

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