SE CAPITASSE AD UN UOMO: SOTTOUFFICIALE VIOLENTATO DA TRE DONNE

Quando la realtà supera la fantasia

L’abito (o il tesserino) non fa il monaco. Questo è quello che deve aver pensato un sottufficiale della Polizia di Mosca in servizio mentre teneva d’occhio una presunta casa di appuntamenti nel cuore della città. Il reparto buoncostume dove il giovane sottotenente prestava servizio aveva individuato all’interno di un palazzo residenziale della città una casa “sospetta”. Secondo gli informatori lì si organizzavano vere e proprie orge sado-maso. Così, per verificare la fondatezza della “soffiata”, è stato mandato il sottufficiale in borghese il quale, fingendosi cliente, si è presentato alla porta chiedendo informazioni sui prezzi e sui servizi offerti dalla maison. Il giovane, dopo aver scelto la donna che avrebbe soddisfatto i suoi desideri per 10 mila rubli (circa 150 euro), ha tirato fuori il tesserino e svelato chi fosse. Purtroppo per lui sul distintivo vi era specificato anche che seguiva il corso di specializzazione presso la Scuola Superiore della Polizia a Mosca. Una recluta, uno sbarbato, un ragazzino avranno pensato le donne della casa. Così, ipotizzando che lo “studente” volesse in realtà scroccare qualche rapporto a gratis, lo hanno prima deriso e poi colpito alla testa con un oggetto in metallo facendogli perdere i sensi. Quando il giovane poliziotto ha riaperto gli occhi si è ritrovato steso per terra, legato. La situazione è poi degenerata, con le tre donne di compagnia che si sono divertite a fare un’orgia sado-maso con tanto di frustini e sex-toys per una durata di circa mezz’ora. Il sottufficiale se l’è cavata con qualche ferita e delle lacerazioni. Nel rapporto, da lui redatto, la giovane recluta ha chiesto il permesso di assentarsi dalle lezioni per “malattia dovuta al servizio svolto”. Lo stesso ha anche dichiarato di voler continuare a prestare servizio presso la stessa unità e nello stesso distretto di polizia.

Se va bene una volta, può andar bene anche la seconda.

Antonio Selicato

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