Sarri – De Laurentiis: quando allenare diventa più difficile

Non è semplice fare l’allenatore. Non è semplice farlo in una piazza calda come quella partenopea e con uno tsunami come De Laurentiis. Occorre adeguata esperienza, acquisita venendo da una lunga e dura gavetta. Servono nervi saldi per mantenere in equilibrio il difficile rapporto con il patron e placare gli eccessi di una tifoseria dalle illusioni facili. Oggi sei buono, domani non si sa.

Oggi sei il condottiero; domani sei un incapace. Il dibattito si focalizza sui soliti argomenti: mancanza di alternative tattiche e gestione poco equa della rosa. In pratica, vengono utilizzati sempre gli stessi calciatori non dando possibilità alle new entry di far valere le proprie qualità. Qualità, un termine usato ma non sempre comprovato. «Scarso impiego della rosa»: si è così sicuri che “questa rosa” possa ottemperare più impegni contro compagini di gran lunga migliori?

Andiamo con ordine. De Laurentiis ha voluto il napoletano nella primavera 2015, dopo la separazione da Benitez e la chiusura di un progetto di internazionalizzazione, mai decollato, che aveva portato in bacheca due coppe. Dopo aver tentato l’aggancio a Unaj Emery, vincitore di tre Europa League alla guida del Siviglia, la scelta è caduta sull’allora 56enne ex bancario. Sarri indossa la tuta a bordo campo, disdegna l’apparenza, preferisce la sostanza. Una figura diversa da Donadoni: diciannove partite tra i campionati 2008-2009 e 2009-2010. Un personaggio differente da Ventura, attuale ct della Nazionale, appartenente alla prima fase della gestione De Laurentiis, quella dove «non c’erano né palloni, né magliette»; e da Reja, simbolo della ricostruzione.

Più simile a Mazzarri, nel rapporto con il patron e l’utilizzo della rosa. «Prenderemo altri giocatori, ma poi me li fai giocare», aveva affermato il Presidente al termine della passata stagione. «Spendo ma in tanti non giocano», le dichiarazioni del post -Real. Il copione è lo stesso. Il patron sbotta. Oltre misura. Il giocattolo si è rotto? Lo scopriremo solo vivendo.

 

 

Maria Grazia De Chiara

 

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