San Francisco e la sua anima spirituale: antidoto di sopravvivenza alla tecnologia sfrenata tra virtuale e start up

SAN FRANCISCO

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Il sole ha una luce particolare a San Francisco e l’aria è quasi priva di smog, le strade sono perlopiù ampie e spesso molto ripide, tantissimi i parchi disseminati in tutta la città e i trasporti, metropolitana, tram e autobus funzionano.

La città è talmente vivibile che piange il cuore quando si torna a casa, dove niente di tutto ciò è scontato.

I turisti sono solo a down town e si perdono tanto di bello può offrire San Francisco, ma in tre giorni di permanenza media dei tour in California, il tempo è contato per ammirare il Golden Gate, visitare i Pier, Alcatraz, e salire in Cable Car.

Già le zone di Castro e Mission sono per il turista più attento che non si affida solo ai tour, ma per fare un giro nei parchi, vivere altre zono come Noe Valley o Hayes Valley, visitare Japan Town e assorbire l’atmosfera ed il life style locali ci vuole tempo e non è possibile in pochi giorni.

Perciò chi ha la fortuna di vedere oltre lo standard di visita turistica, noterà una città rilassata, spirituale e che vive di energie antiche, ed un’altra frenetica, e proiettata solo nel futuro.

La prima intenta a fare jogging sulla spiaggia, bere un caffè al parco più vicino o alla boulangerie sotto casa, oppure a fare shopping nei negozi new age, come Crystal Way a Castro o Xela Imports a Noe Valley dove comprare cristalli che dispensano energie, incenso o semplicemente bijuox, e magari nel week end godersi un lunch a base di uova preparate in mille modi.

Mentre l’altra parte quella futuristica, lavora negli uffici della city (Linkedin, Google o Amazon) o poco fuori città, come a Palo Alto, e produce al contempo ricchezza e povertà, mentre paragona con enfasi il suo momento storico al Rinascimento italiano.

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Composta da mille professioni, ma perlopiù dell’esercito di ingegneri e informatici di tutto il mondo, che si occupano di tecnologie, e applicazioni rivoluzionarie per un futuro prossimo, che tutti noi utilizzeremo con semplicità, pensando siano sempre state nostre, e invece nate qui.

La cucina, bando alla comune immaginazione di cibo americano non adatto ai palati italiani, è tra le esperienze da fare a San Francisco, considerata la capitale gastronomica degli Stati Uniti, qui si può provare una varietà fusion californiana con i prodotti agricoli locali, fatta specialmente di insalate gourmet, un ristorante fra tutti, il tre stelle michelin Atelier Crenn di Dominique Crenn. 

Ma vale la pena provare ogni giorno la cucina di un paese diverso, spaziando da quella messicana alla cinese, dalla spagnola alla coreana, dalla cinese alla francese, tutte autentiche come i loro gestori.

E per gli irriducibili del solo cibo italiano, una sorpresa, anche a San Francisco l’Italia fa la sua figura, con tre ottimi indirizzi, il Ristorante AltoVino a Nob Hill, del toscano Claudio Villani, dove a un ambiente di grande classe si aggiunge l’ottima scelta di vini e golosità di piatti proposti.

Fiore Caffè tra Noe Valley e Mission, la mattina bar e la sera ristorante, dove l’accogliente oste, il napoletano Eduardo non sbaglia un piatto tra tradizione e innovazione, e infine la pizza al Casaro a North Beach e a Castro, dove il calabrese Francesco ha portato tutta l’italianità e la bontà possibile, perché la pizza sia davvero doc.

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