IL BLUFF PERFETTO È QUELLO CHE PORTI AVANTI FINO ALLA FINE

La regina del gaming è beneventana e si chiama Romina D’Agostino.

Del poker dice “è psicologia sì, ma soprattutto matematica”

Da tv-blogger a regina incontrastata del gaming. Romina D’Agostino, beneventana ‘doc’ come il migliore dei rossi sanniti, racconta la sua storia a #3DMagazine. Partiamo dalle info segnalate sulla official page di Fb. “Giornalista di poker sportivo. Una forte passione per l’Arte Contemporanea, tanti sogni nel cassetto. In un’altra vita gatto. Randagio”. La incontriamo in uno dei tanti bar dell’aeroporto di Capodichino. Valigia piena e cellulare alla disperata ricerca di ricarica. Segno di una giornata intensa. Una delle tante.

“Tutto è avvenuto per caso. La mia passione è sempre stata l’arte. Mi sono laureata in conservazione dei beni culturali al Suor Orsola Benincasa a Napoli. Ho lavorato un paio d’anni per un Museo di arte contemporanea a Benevento. Poi, come spesso accade dalle nostre parti, le cose buone vanno a finire male. Quindi, per raggranellare un po’ di soldi, mi sono guardata intorno, trovando un lavoretto in una società di gaming a Benevento. Una delle prime piattaforme in Italia di giochi on line. Ero addetta al controllo di questi giochi, un ruolo tecnico”.

Poi cosa è successo?

“Il caso ha voluto che si liberasse un posto da blogger e così ho cominciato a scrivere qualche redazionale. Avevo lavorato presso l’ufficio stampa del Museo. Non ero mai entrata in un Casinò. Dopo appena una settimana, nel 2010, era in programma un evento a Nova Goritza in Slovenia. Mi sono resa conto che c’era tutto un mondo fatto di comunicazione intorno a questo fenomeno”.

Provieni da una famiglia di appassionati di carte da poker?

“A casa mia si giocava a Burraco e a carte napoletane. Qualche volta sentivo parlare i nonni di ‘teresina'”.

Come definiresti il gioco del poker?

“E’ un gioco di abilità, come quello degli scacchi. Potrebbe rientrare nella categoria sportiva. Stiamo lottando da anni per raggiungere questo obiettivo”.

E tanti sono gli appassionati…

“Si. C’è anche un canale Sky, PokerItalia 24, dove ho lavorato in passato. Intervistavo i giocatori”.

Adesso tu sei un personaggio televisivo di successo. Com’è avvenuto il tuo boom mediatico?

“Ho fatto il casting per ‘La Casa degli assi’, un programma di Italia Uno. Un reality che si svolgeva a Malta. Sono arrivata quarta, raggiungendo la fase finale. Entrare era stato già un successo. I casting hanno avuto vari step. In casa siamo entrati in dodici, più altre persone che sono arrivate attraverso i meccanismi on-line, in tutto eravamo diciotto”.

Hai guadagnato molti soldi?

“No, perché solo il primo vinceva una somma di 50mila euro. Eravamo sottoposti ad una serie di stress psicologici e la nostra reazione era importante”.

Hai qualcosa da rimproverarti?

“Forse non sono stata molto brava a distinguere l’aspetto interpersonale da quello pokeristico. Loro invece tendevano a fare questo. Mi sono lasciata andare sul piano personale. Sono una persona del Sud. Sai come vanno queste cose… Dodici persone in una casa per cinque settimane. Completamente isolati, senza potere uscire”.

I tuoi amici, i concittadini come hanno preso questa tua esperienza?

“Bene direi. Mi conoscevano già per un format di una web-tv, Ciao Night, avevo contatti in discoteche e intervistavo i dj”.

E il tuo compagno?

“All’inizio sopportava bene la situazione. Poi inevitabilmente all’interno del gioco si sono sviluppate situazioni di simpatia. Non c’è stata nessuna storia d’amore, ma è chiaro che lì dentro ti appoggi a delle persone, che non sono necessariamente di sesso femminile, io sono molto portata a stringere amicizie. Lui sicuramente non ha fatto salti di gioia. Stiamo insieme da sei anni. Non prendeva benissimo il mio dover viaggiare. Adesso quando può mi accompagna, perché ha capito il mio mondo. Conosce tutto il contesto. Anche lui ha un lavoro che lo impegna dieci ore al giorno”.

Ad un certo punto, la passione si è trasformata in qualcos’altro.

“Mi sono resa conto che mi piaceva giocare. Ora mi chiamano per farmi partecipare ai tornei, ma il mio lavoro rimane quello della giornalista. Se mi cercano per fare interviste sono molto più contenta”.

Qual è il segreto di un bluff perfetto?

“Costruirlo bene e portarlo avanti fino alla fine. In questi anni ho imparato come si costruisce un bluff. A volte si ha paura e non lo si riesce a portare fino al termine. Bisogna capire quale punto si vuole dimostrare di avere e giocare come se lo si avesse. Ovviamente è importante studiare anche i movimenti del corpo”.

E’ vero che a poker non bisogna mai giocare con gli amici?

“Conosco tante persone che si scontrano al tavolo e poi fuori sono amici. Ovviamente ci sono regole che valgono in tutti gli sport, come quella del rispetto dell’avversario. Il poker è psicologia ma anche matematica”.

Quanto ha pesato la bellezza nella costruzione del tuo successo?

“All’inizio mi ha aiutato, poi deve scattare qualcos’altro, bisogna trasmettere qualcosa in più”.

Quello del poker è ancora un mondo di uomini?

“Devo dire che all’inizio molti mi guardavano con sufficienza, al tavolo soprattutto. Gli uomini hanno sempre voglia di dimostrarsi più forti. Non è stato un brutto impatto, però quando cominci le persone vogliono capire come sei”.

Ti capita mai adesso di fare una partitina a poker con gli amici?

“Si, e mi piace. Poi con gli amici vinco. Ho un po’ di preparazione in più…”.

 

Carmine Bonanni

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