Revolution, dai Beatles a Woodstock: ultimi giorni alla Fabbrica del Vapore di Milano

Ultimi giorni per ripercorrere un’epoca. Ultimi giorni per riprendere un discorso terminato troppi anni fa, ultimi giorni, per ricordare o continuare a prendere da un pezzo di storia, troppo intenso, troppo complesso, forse troppo avanti, per quegli anni.

“Revolution”, la mostra, dopo Londra, conclude il prossimo 4 Aprile il suo “tempo”, alla Fabbrica del Vapore di Milano. L’esposizione, è un viaggio, rapido ed intenso in un periodo che ha segnato probabilmente, la sorte dei decenni successivi.

Musica, politica, arte, ogni settore, ogni fetta di società, presa in esame, considerata attraverso un unico punto di vista, mescolata al contesto sociale di quegli anni, una bomba di intenti e passioni pronta ad esplodere.

La contestazione, il pensiero che andava allineandosi alle grandi rivoluzioni rosse in giro per il mondo, l’emancipazione, la ricerca di una nuova via, “Revolution”, racconta, attraverso documenti, dischi, oggetti di uso comune, quella parte di novecento, rimasta li, nell’ideale collettivo, nei ricordi di chi voleva essere protagonista, nei rimpianti di chi ha probabilmente smesso di credere in qualcosa di diverso.

Dai Beatles a Woodstock, è il binario che detta i tempi e traccia l’immaginaria linea di questo incredibile percorso.

Dai primi anni sessanta insomma, dai primi accenni di rock, inteso come arte che scuote le coscienze, come musica che apre la mente a nuove esperienze, fino al decennio successivo, alla contestazione vera e propria, alla politica fatta in ogni angolo, alla musica, che si fa anima, che si fa coscienza, che si fa momento di autentica condivisione, mentale, dell’anima, fisica.

“Revolution”, è un autentico ed imperdibile salto nel tempo, alla ricerca di un concetto smarrito, di un’idea sbiadita, di un accordo che oggi, ancora più di ieri, toglie il fiato e ti porta li, dove è ancora possibile fermarsi, e sognare.

Paolo Marsico