Real Madrid – Napoli: sfida persa in partenza?

Correva l’anno 1987 e il Napoli, fresco scudettato, debuttava nell’allora Coppa dei Campioni. La partita del primo turno si disputò il 16 settembre al Bernabeu e l’avversario era il Real Madrid. Tanta forza e troppa inesperienza per i partenopei. Maradona non era in giornata e così la squadra tornò ai piedi del Vesuvio, leccandosi le ferite di un 2-0 firmato da Michel e da un autorete di Nando De Napoli. La speranza fu riposta nel match di ritorno. Francini fece vibrare il San Paolo, ma il contropiede di Butragueno zittì il pubblico. Al triplice fischio il risultato rimase fermo sull’1-1. I campani dovettero salutare la competizione. Quel finale amaro grida vendetta ed oggi, a trent’anni di distanza, lo spettacolo torna in scena. Si spera con un verdetto diverso. Chi vincerà la sfida? Se lo chiedono in tanti. Nel frattempo sono le merengues a trionfare su vari aspetti, primo fra tutti lo stadio. Il Bernabeu è uno dei templi del calcio più importanti al mondo. Il mastodontico progetto di 400 milioni di euro, dopo anni di tira e molla, ha trovato finalmente l’accordo con l’amministrazione comunale. Ampliamento del museo, tetto semovente in grado di coprire per intero l’impianto in 15 minuti, tribune più comode, un ampio parco esterno, facciata esteriore in acciaio e l’apertura di un grosso centro commerciale sono i punti cardine su cui si intende lavorare. Il San Paolo, invece, obsoleto e inadeguato, vedrà alcuni interventi di ristrutturazione per la modica cifra di 25 milioni di euro. Briciole al confronto. Anche il brand, ossia la notorietà della società calcistica, è differente. Le maglie? Pure! I pochi centimetri quadrati di tessuto, che ospitano lo sponsor ufficiale e quello tecnico, sono molto ambiti e costano parecchio. Il contratto di sponsorizzazione con l’Adidas porta al club di Florentino Perez ben 140 milioni di euro a stagione (per 10 anni); la maglia del Napoli fa guadagnare dallo sponsor Kappa solo 8 milioni a stagione per cinque anni.E i presidenti? L’uno impresario edile e politico, che punta al successo anche al di fuori del campo; l’altro, un produttore cinematografico con l’ansia del fair play finanziario. Due personaggi molto diversi, ma al contempo strateghi ambiziosi. Una società consolidata nel tempo e una rinata dalle sue ceneri. Forse qui un pareggio può starci.

Maria Grazia De Chiara

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