Raimondo Rossi: “ Danzo fra Moda e Sentimento”

Alla scoperta di chi, con eleganza, gioca e lavora fra materia ed anima, fra vestiti e cuori.

Raimondo Rossi è cresciuto in Umbria, vicino Perugia. La sua famiglia è sempre stata molto volta alle cose pratiche, una famiglia imprenditoriale. Sua nonna paterna però, e la sorella di suo padre, erano molto interessate all’opera, alla sartoria, alla letteratura, alle lingue. «Mia nonna era solita pettinarmi con grande cura, una pratica appresa dalla sua mamma francese.

Ricordo che allora quelle sue attenzioni all’estetica, alla musica, ai piccoli dettagli, mi sembravano superflue». Ma evidentemente quei piccoli semi, che parte della sua famiglia aveva piantato, negli anni sono usciti fuori, piano piano, e la parte più artistica di Raimondo ne ha fatto tesoro. «Quello che io più amavo da bambino, era, sorprendentemente, semplice: stare in mezzo agli altri, giocare, vedere film.

Il cinema è stato senza dubbio il suo ponte fra la vita concreta e manageriale dei suoi genitori, e l’arte. Amava studiare i film nei dettagli, la musica, la fotografia, sognando un giorno di poter arrivare a Los Angeles, Hollywood, e magari anche camminare in un Red Carpet. Ma non per la fama: quel tappeto era il punto di congiunzione tra la realtà e sogno.

«Ho sempre immaginato finali diversi per i film che guardavo. Cercavo di immaginare cosa sarebbe accaduto se fossero cambiate alcune scene della storia e alcuni eventi della sceneggiatura. La storia si sarebbe potuta concludere secondo le mie aspettative, pensavo. Credo che da qui poi, sia partito tutto».

Dopo alcune esperienze di danza, teatro e video arte, oggi, Raimondo è assorbito da una sorta di ricerca emozionale nella moda e nel cinema, in particolare nei backstages, e nella direzione artistica di shooting fotografici o video.

«Questo è ciò che sognavo da bambino: assaporare le emozioni e le sensazioni che i protagonisti di un evento di moda o di cinema provano sulla propria pelle, veicolarli con la fotografia o dirigendo un servizio». Durante gli anni dedicati al blog e al fotogiornalismo, Raimondo ha avuto la possibilità di vivere i “dietro le quinte” degli eventi e di poter immortalare quelle emozioni, le storie narrate dai costumi, dagli abiti di scena, per raccontare a chi non poteva esserci. 

Oggi vive una continua evoluzione, seguendo backstage ovunque, senza limiti di nessun genere, esprimendo ciò che sente e pensa. «Nei miei lavori cerco di immortalare la semplicità. Questo è quello che faccio dietro le quinte di una sfilata o, quando ne ho avuto l’occasione, dietro le quinte di corto o lungometraggio.

Osservo molto e cerco di raccontare ciò che non verrà raccontato dagli altri: sfumature, sensazioni che decido di riportare in una immagine o in un servizio. In questo backstage – spiega – appare chiara la purezza negli occhi dei due ragazzi, sono di fronte a una realtà completamente scollegata da quello che poi si vedrà in passarella o in un servizio di un giornale di moda. Questa emozione è un ponte, un punto d’unione di due mondi, quello concreto e quello dell’anima. Questo è ciò che faccio dietro le quinte, entro in connessione con qualcosa di più di un bellissimo vestito o di una bella scrittura per un servizio fotografico».

Raimondo si sta preparando a un nuovo progetto. La mission sarà quella di esaltare particolari visi che ritiene essere bellissimi ma che non potranno essere apprezzati quanto quelli di modelli e modelle famose. «Voglio mostrare quanto siano di eguale bellezza. I canoni di bellezza mutano nel tempo semplicemente perché la bellezza non è definibile, ma collegata a un senso di armonia ed eleganza. In particolare nella moda, il mio concetto di bellezza non è legato a uno stilista o una corrente. Quella che io trovo non sia affatto bellezza è, per uno stilista, non avere un’identità. In ogni caso, quella che interessa me è la bellezza dell’anima. Partendo da quella, creiamo bellezza in una fotografia, in un servizio fotografico, in una scrittura, in un vestito. 

Annachiara Delle Donne

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