QUELLA SERA “A CASA DI LUCA” DI VENT’ANNI FA

Intervista esclusiva a Silvia Salemi

Il suo programma in Tv “Piccole Luci”, il tour del prossimo autunno per festeggiare il ventennale della sua carriera e l’impegno costante nel sociale.

Ma prima di ogni cosa per Silvia c’è la sua famiglia. «Sono soprattutto una mamma, Sofia e Ludovica  sono la mia priorità»

La scelta di stare per tanto tempo lontano dai riflettori e dalle luci della ribalta, per dedicarsi alla famiglia e ai suoi affetti più intimi, è stata una decisione consapevole, maturata per «sensibilità di madre» e decisa convinzione.

Silvia Salemi (39) da Siracusa, infatti, è una mamma attenta e premurosa, sempre presente, «una uguale a tutte le altre» confida lei ai lettori di #3D Magazine schernendosi con un sorriso radioso. In primavera è andSilvia Salemiata in onda in seconda serata su Rete 4 con “Piccole Luci”, un programma che ha riscosso un buon successo di pubblico, «triplicando gli ascolti e mostrando in tv la vita reale di persone vere che hanno sofferto o affrontato grossi problemi e raccontano esperienze di riscatto». E a venti anni esatti dal debutto a Sanremo tra i big con il brano A casa di Luca, che le ha regalato i primi scampoli di notorietà, si prepara a festeggiare i numerosi successi della sua carriera musicale e canora con «un tour stratosferico» che partirà nel prossimo autunno, dopo l’uscita del nuovo disco.

Madrina dell’“Osservatorio nazionale sull’educazione alla cultura della legalità” dell’Associazione Nazionale Magistrati, Silvia è un’artista a 360° molto impegnata anche nel sociale, come testimonial di numerose campagne di Earth Day Italia in favore dell’ambiente e di Save the Children per garantire istruzione gratuita a ragazzi in difficoltà di Paesi stranieri.

È vero che hai fatto delle donazioni per costruire scuole in Africa e nel Terzo Mondo? Cosa ti spinge a occuparti di queste tematiche?

Sì, è vero: parte dei proventi dell’album Mutevole abitante del mio solito involucro l’ho destinata a questi progetti. Mi muove una grande passione, che deriva da una forte inclinazione personale: tutte le esperienze vissute nel sociale nel mio ruolo di madrina o testimonial mi hanno arricchito dandomi una scorza nuova, che da musicista e cantautrice non avevo. Io sfrutto la mia visibilità per richiamare l’attenzione del pubblico su argomenti come la violenza, il bullismo, le dipendenze o il cyber-bullying, con tante iniziative dedicate agli adolescenti. Credo che i ragazzi abbiano bisogno di confrontarsi con dei modelli positivi e con persone che ce l’hanno fatta: è una grandissima responsabilità, che mi gratifica enormemente però, perché mi dà la meravigliosa possibilità di parlare con centinaia di studenti che hanno l’età delle mie due figlie.

A proposito, che rapporto hai con loro? Che mamma sei?

Questo bisognerebbe chiederlo a Sofia (quasi 12 anni) e Ludovica (quasi 9), non si accumula mai abbastanza esperienza in merito. Abbiamo un rapporto splendido, molto stretto: io per tanti anni ho sempre lavorato solo quando mi andava e sono stata esclusivamente la loro mamma, per me vengono prima di tutto. Penso di essere una mamma normale, di corsa e affannata, anche se mi dà una mano mio marito Gian Marco, grazie a Dio. Non mi sento particolare, affronto la straordinarietà dell’ordinario: la mattina le accompagno a scuola, se riesco vado a vederle quando fanno sport. Cerchiamo di stare insieme il sabato e la domenica e rigorosamente la sera a cena, per parlare, fare una battuta e raccontarci la giornata mentre si apparecchia in tavola.

Fabio Falabella

 

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