Quali sono i rischi di un investimento? E come può un risparmiatore controllarli?

Il risparmiatore che si accinge ad effettuare una scelta di investimento, sia essa di carattere mobiliare che immobiliare, dovrebbe porsi una serie di domande: Quali sono gli obbiettivi che intendo perseguire? Quali rischi posso correre? Il rischio a cui mi sto esponendo è proporzionato al rendimento atteso? Da ultimo, ma non per ultimo, sono in grado di gestire sul piano emozionale il rischio atteso?

Tralasciamo per ora gli obbiettivi di investimento e concentriamoci sulle tipologie di rischio e sugli strumenti per mitigarli.

Rischio sistemico: rischio connesso al naturale andamento di mercato di un bene o di uno strumento finanziario. Prendendo ad esempio l’oro che è un classico bene rifugio, quando lo acquistiamo dovremmo essere consapevoli che il valore dell’oro oscilla in maniera sensibile, in genere in maniera inversa ai mercati finanziari ma comunque in maniera sensibile. Questo tipo di rischio è statisticamente quantificabile, il valore che lo definisce è la deviazione standard o volatilità.

Rischio specifico: nel momento in cui acquistiamo un bene, sia esso un immobile oppure un bene mobile (es. un’azione o un’obbligazione) ci esponiamo al rischio che quel bene bene in futuro perda parte o tutto il suo valore. L’immobile potrebbe danneggiarsi a seguito di un incidente o di una calamità naturale, oppure potrebbe perdere di valore per altre cause (es. installazione nelle vicinanze di discariche, impianti radio, etc etc). La società di cui abbiamo acquistato l’azione o l’obbligazione potrebbe fallire oppure semplicemente avere risultati di bilancio peggiori di quelli che ne avevano consigliato l’acquisto. Per gli strumenti finanziari tale rischio è facilmente mitigabile diversificando gli investimenti magari tramite fondi di investimento.

Rischio del “market timing”: Nei 16 anni precedenti al 2000, il rendimento medio dei fondi comuni azionariinvestimenti-finanziari distribuiti in America (che, per inciso, sono molto più efficienti dei nostri) è stato del 14% annuo. Il rendimento medio degli americani che hanno investito negli stessi fondi è stato del 5,3%! Perché questa enorme differenza? Semplice: perché li hanno comprati e li hanno venduti, mediamente, sempre nel momento sbagliato! Un risparmiatore non dovrebbe mai investire in base alle previsioni (proprie o altrui) circa l’andamento dei mercati finanziari. Le operazioni di acquisto o di vendita dei prodotti finanziari devono essere guidate principalmente dai propri flussi finanziari (cioè dalle proprie necessità di risparmio o di consumo). Primo passo di una corretta pianificazione finanziaria è la definizione dell’orizzonte temporale e delle esigenze future. Un ulteriore strumento di mitigazione di tale rischio è l’ingresso graduale sul mercato in base ad un preciso piano di investimento.

Rischio liquidità: per poter vendere un bene è necessario che ci siano uno o più acquirenti. Alcuni strumenti finanziari sono difficilmente rivendibili in quanto non scambiati in un mercato efficiente, un esempio di strumento finanziario poco liquido è rappresentato dalle azioni delle Banche Popolari che possono essere cedute solo qualora si trovi un nuovo risparmiatore disposto a divenire socio.

In conclusione, il rischio è connesso a qualunque investimento ma può essere controllato e mitigato mediante una corretta pianificazione e diversificazione.

Gianfranco Staiano
Esperto di finanza

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