Matteo Stucchi racconta la sua vita di designer: “Non creo oggetti ma visioni della realtà”.

JOURNEY INTO THE PAST

MATTEO STUCCHI

Ha appena 29 anni ma le idee decisamente chiare Matteo Stucchi, designer milanese che si fa largo fra i nomi altisonanti del settore con semplicità e audacia.

Dopo la laurea in Product Design decide di puntare tutto su se stesso, autoproducendo la collezione di vasi in ceramica “The Wind Rose”, ispirata alla forma del corpo femminile in tutte le sue “varianti”.

È così che Stucchi si fa notare, iniziando a ritagliarsi uno spazio grazie alla collaborazione con aziende quali Tornilegno e Meroni&Colzani.

Allo studio e la ricerca (nel senso più ampio del termine) il designer unisce quel pizzico di follia legato alla giovane età e la capacità di guardare al mondo con sguardo “nuovo”.

JOURNEY INTO THE PAST
Matteo Stucchi ha già all’attivo collaborazioni importanti. Con semplicità racconta come è riuscito a trovare il suo spazio.Impegno, costanza, sacrificio e passione sono un buon mix per intraprendere la professione del designer.

Cito sempre con amici, colleghi o neolaureati, una frase del grande maestro Achille Castiglioni: “Se non sei curioso, lascia perdere.”

È una frase stampata nel mio cuore.

Infatti mi considero “spiritualmente” ancora uno studente, perché non dobbiamo mai smettere di imparare.

Sia nella vita lavorativa sia nella vita privata, avere sempre la mente e il cuore aperto.

Mente e cuore, ma anche voglia di divertimento.

Matteo Stucchi
ISCHIA

Sì, perché le creazione del designer sono molto evocative: un vaso, un tavolino, uno sgabello sono vere e proprie visioni circa l’utilizzo degli oggetti.

L’inizio di ogni progetto non è pensare di realizzare un bell’oggetto per il pubblico, ma fare di una propria visione la realtà.

Innovazione, forma e funzione sono i tre punti fondamentali per ogni progetto. Il mio modo di operare non è sempre uguale.

A volte è il metodo classico: ricerca, schizzo, 3D e rendering.

Altre volte il mio modo di operare è fortemente influenzato da viaggi e posti nuovi che visito.

Ciò che mi circonda mi ispira a creare, a mettermi subito al lavoro.

Dare forma ad un’idea, significa renderla tangibile, concreta, dargli un’anima, un significato.

Il design è realizzare un oggetto che racconti una storia, un valore.

Infatti (secondo me) lo scopo di chi lavora con lo spazio è creare luoghi in cui innamorarsi, creare oggetti che fanno innamorare.

Linee essenziali ma anche voglia di giocare quindi.

Contravvenendo alla “dura legge del minimal” Stucchi decide di non rinunciare al dettaglio “Funny”.

Al primo posto c’è l’amore e il divertimento per questo lavoro.

– prosegue il designer –

Il mio design, i miei progetti sono essenzialmente la mia visione della vita. Sviluppare un proprio punto di vista sul mondo.

Nel corso degli anni ho capito tante cose, ma una più di tutte:

Più riesci ad essere personale, più ti avvicini all’ambizione di diventare universale.

A chi, come me, ha deciso di dedicare la propria vita alla sua passione, consiglio di mettersi in gioco sempre e comunque.

E di non accettare mai un no come risposta.

BIOGRAFIA

Matteo Stucchi nasce nel 1992, dopo la laurea in Product Design intraprende la strada dell’autoproduzione, creando una collezione di vasi in ceramica.
Il suo design si riconosce dal segno altamente personale sempre in perfetto equilibrio tra rigore e fantasia. Bellezza e comfort sono le parole chiave su cui si fonda il suo concetto di abitare, questa è la base delle sue opere. La sua produzione riguarda l’emozione. Il suo design è la sua visione della vita.
Per lui un designer non è un produttore di un oggetto piacevole alla vista, ma un designer è qualcuno che ha il suo punto di vista sul mondo, qualcuno che ha una visione chiara del mondo nella sua mente.
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