MASSIMILIANO CAMPANILE: E SE FOSSE NAPOLI A SALVARE IL PAESE?

#Storiediquarantena

Massimiliano Campanile

Sin dal primo momento, da quando  la nostra Italia è diventata, paese dopo paese, un’ampia zona rossa per causa del covid-19, ho sempre sostenuto che si trattasse di un segno divino, di una piaga voluta dal cielo.

Di un’opportunità concessaci per riflettere e indurci ad abbattere le barriere ed accorciare le distanze che sino ad oggi hanno contraddistinto la nostra quotidianità.

Di una Pasqua, cioè di un “passaggio” spalmato nel tempo verso qualcosa che arriverà.

Un cammino comune in cui nessuno potrà fare a meno dell’altro.

I silenzi crescenti che si sono impossessati delle nostre strade hanno fatto a pugni, come se ci si trovasse su un ring, con quella rumorosa e qualche volta invadente allegria che ci portiamo dietro.

Si sono spenti i sorrisi ed è caduta giù la pioggia delle lacrime, sono sparite le nostre sicurezze come il lievito e la farina dagli scaffali del supermercato.

Speriamo che nasca un nuovo lievito che mescoli gli ingredienti dell’amore, dell’amicizia e della fratellanza.

Intanto le cronache ci raccontano di fredde somme algebriche.

Numeri che nascondono storie di vita cessate per sempre, numeri per i quali non è stato possibile tributare nemmeno l’ultimo umano saluto, portati via su anonime camionette dell’esercito.

Ci siamo rifugiati nel canto dai balconi anche se io avrei preferito il silenzio, appeso disegni ritraenti l’arcobaleno, issato bandiere tricolori e coniato slogan di ogni tipo pur di fornire un obiettivo comune.

I soliti distinguo tra una parte e l’altra del Paese, proseguendo in alcuni casi nel professare il verbo dell’io e non quello del noi.

Non lo accetto e non lo comprendo.

Ma mentre guardo attonito e visibilmente preoccupato quello che potrà essere, rivolgo il pensiero agli eroi che sono in prima linea.

Medici, infermieri che fanno di questa nostra Napoli, città di chiaroscuri, un’eccellenza mondiale.

Ecco che il cuore ritorna a battere forte, mentre una domanda rimbomba nella mia mente: “E se fosse la mia Napoli a salvare il Paese?”

Massimiliano Campanile

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