L’uomo perfetto secondo la storia dell’arte: BELLO E IMPOSSIBILE!

L'UOMO PERFETTO

L’UOMO PERFETTO

Spalle larghe e vita stretta o fisico tonico e armonioso?

Uomo rude e selvaggio o un moderno principe azzurro armato di bilanciere e pesi? 

Qui, ahimè, non tratteremo di sentimenti, di romanticismo, di dolcezza e di fedeltà.

Ne tantomeno di studi scientifici e di ricerche sulle caratteristiche principali dell’uomo ideale ma faremo un viaggio nel lontano passato dell’arte greca per capire da dove deriva la perfezione che tanto ammiriamo nelle sculture maschili.

Siamo tra il 460 e il 420 a.C., anni nei quali gli artisti riflettevano sulla realizzazione perfetta del corpo umano attraverso calcoli matematici e proporzionali. 

L’UOMO PERFETTO

L’artista più noto e importante era sicuramente Policleto.

Uno scultore, un bronzista e un teorico greco dell’età classica, un periodo storico dal quale è derivata tutta la scultura che ha influenzato i secoli successivi. 

Policleto fu il primo a parlare dei principi della simmetria e della bellezza del corpo umano che consisterebbe nel rapporto di alcune parti con le parti maggiori e del rapporto delle parti con il tutto.

Ha scritto un trattato, chiamato Canone, che ci è giunto frammentario, in cui descrive i rapporti numerici e il sistema delle proporzioni con i suoi multipli e sottomultipli per arrivare a rappresentare il corpo umano ideale, offendo contemporaneamente movimento, volume ed equilibrio. 

Fecit et quem canona artifices vocant lineamenta artis ex eopetentes veluti a lege quadam, solusque hominum artem ipsamfecisse artis opere iudicatur ”.

Fece anche quella statua che gli artisti chiamano cànone(regola), prendendo da esse le misure e le linee dell’arte, come da una data legge;  a lui solo tra gli artisti si riconosce il merito di aver creato e realizzato la sua teoria artistica in un’opera d’arte”.

cit. Plinio il Vecchio – Naturalis Historia, XXXIV, 55

Purtroppo le sue opere originali non sono giunte fino a noi ma abbiamo numerose copie di epoca romana che ci testimoniano la sua eccellenza.

La più famosa è quella del Doriforo, oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Doriforo significa portatore di lancia, e raffigura probabilmente un guerriero, un atleta o un eroe. 

L’artista in questa scultura è riuscito a rappresentare la tanto ambita perfezione umana illustrata nel suo trattato: la testa è 1/8 del corpo, il busto 3/8 e le gambe 4/8. 

#STORYTELLER: GIANFRANCO VITALE

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