“L’image volée”: l’arte tra copie, imitazioni ed ispirazione creativa

Da Ingres che intorno al 1820 copia l’Autoritratto di Raffaello a Cy Twombly che alla fine degli anni Ottanta realizza A copy of Picasso.  L’esposizione artistica come strumento per dimostrare che ogni nuovo modello si ispira ad un altro già esistente. Una mostra per indagare sul percorso degli stessi artisti che da sempre hanno fatto riferimento a un’iconografia precedente per realizzare le proprie opere. Questo lo scopo di “L’image volée”, mostra collettiva curata dall’artista Thomas Demand per la Fondazione Prada di Milano. La kermesse, ospitata nell’ambiente allestitivo progettato dallo scultore Manfred Pernice, occuperà sino al prossimo 28 agosto i due livelli della galleria Nord e il Cinema della sede di Milano. “L’image volée” è accompagnata da una pubblicazione illustrata edita dalla Fondazione Prada che include racconti inediti di Ian McEwan e Ali Smith, saggi di Russell Ferguson, Christy Lange e Jonathan Griffin e interventi di Rainer Erlinger e Daniel McClean.

Esplorando i limiti tra originalità, invenzioni concettuali e diffusione di copie, “L’image volée” si mh_MARIA-UND-JOSEF_zoom9concentra sul furto, la nozione di autore, l’appropriazione e il potenziale creativo di queste ricerche, includendo più di 90 lavori realizzati da oltre 60 artisti dal 1820 a oggi. Il percorso espositivo presenta tre possibili direzioni d’indagine. Nella prima sono raccolte fotografie, dipinti e film in cui l’oggetto rubato o mancante diventa un corpo del reato o la scena del crimine. Nella seconda si parte dall’idea di contraffazione e falsificazione, esemplificata dalle banconote riprodotte a mano dal falsario Günter Hopfinger, per poi approfondire le pratiche vicine alla cosiddetta Appropriation Art. Questa sezione prosegue con un insieme di opere in cui gli artisti prendono in prestito l’elemento visivo da un altro medium o linguaggio, oppure realizzano un atto di decontestualizzazione dell’immagine stessa. La terza ed ultima parte della mostra è ospitata al livello interrato della galleria Nord, utilizzato per la prima volta come spazio espositivo ed affronta la questione della produzione di immagini che, per loro stessa natura, rivelano aspetti nascosti sul piano privato o pubblico.

Sonia Sodano

 

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