Lettera di una donna araba e musulmana per Valeria Solesin

Valeria Solesin
Da Palermo a Venezia l’abbraccio e le scuse di una donna araba e musulmana ai genitori di Valeria Solesin nel giorno dei suoi funerali. Houda SBOUI e la sua lettera commovente. Una donna e una madre che chiede umilmente scusa in nome di un Islam pacifico e tollerante “Lei ha perso una figlia per mano di uomini senza pietà, che in nome di una religione che non conosco e che chiamano Islam, hanno strappato a Valeria il sacro santo diritto alla vita che appartiene ad ognuno di noi
 
Cara Signora,
in nome dell’Islam, Le chiedo umilmente scusa!
Mi chiamo Houda. Sono araba e musulmana e vivo a Palermo da circa 23 anni. Sono una mamma anch’io come Lei. Sento il dovere di chiederLe umilmente scusa. Scusa in nome dell’Islam che conosco io e che mi hanno insegnato da quando ero bambina. Scusa, in nome di un Islam pacifico e tollerante. Un Islam che in Sicilia ha dato il meglio di sé. Non posso rimanere indifferente e cancellare dalla mia mente quel che è successo a sua figlia e alla sua famiglia. Non posso far finta di niente e dire Valeria è morta in una strage. No.  Non è così. Mi dispiace. Lei ha perso una figlia. Lei ha perso una figlia per mano di uomini senza pietà che in nome di una religione che non conosco e che chiamano Islam, hanno strappato a Valeria il sacro santo diritto alla vita che appartiene ad ognuno di noi.
Cara Signora, anche la mia religione si chiama Islam. Mi creda. Mi sento confusa e penso a lei ogni giorno che passa. Mi sento impotente e dispiaciuta. Molto dispiaciuta. Solo mamme come noi, possono capire il dolore di ciò che si prova. Le sono vicina. Molto vicina in nome dell’Islam.
L’Islam che conosco io e che professano migliaia di uomini e donne in giro per il mondo. Un Islam che mi ha insegnato a non rubare, a non uccidere e a rispettare il prossimo. Mi sento mortificata e triste. Mortificata, perché Lei sta pagando un prezzo altissimo per colpa di questi assassini che La stanno condannando ad una vita che Lei non ha scelto e non ha mai pensato di dovere fare. Triste, perché Lei rimarrà senza la sua Valeria. Le chiedo scusa, per tutto il dolore con il quale dovrà convivere. Scusa, perché Valeria non potrà più abbracciarLa, chiamarLa, parlarLe. Scusa, perché non ha potuto comprarLe il vestito da sposa, accompagnarLa all’altare. E’ il sogno di ogni mamma e a Lei questo sogno è stato strappato in un attimo, in un secondo. In nome dell’Islam, lo trovo ingiusto che lei debba soffrire così tanto. In nome dell’Islam che conosco io, faccio una preghiera dal più profondo di me stessa a Valeria. Mi dispiace tantissimo non poter essere presente ai funerali. In nome dell’Islam, spero d’ incontrarLa un giorno, di farLe visitare Palermo e di mostrarLe quanto Islam pacifico ci sia in questa Città. Un Islam, che i musulmani di un’era antica, quasi surreale, hanno saputo scolpire in ogni pietra, in ogni angolo e in ogni pensiero.
Ed è da Palermo che saluto Valeria. Valeria che è diventata famosa con la sua morte. Sicuramente, avremmo voluto che lo fosse da viva. Che dire? Non ci sono parole per descrivere lo sgomento e la rabbia. Con la mia famiglia, Le siamo molto vicini. Un abbraccio affettuoso e che Valeria possa riposare in Pace!
Houda SBOUI
Palermo
23/11/2015

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