Les Arcanistes le maghe del Design

Les Arcaniste

Les Arcanistes

Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto, designer, entrambe con una formazione in fine art e design, maturata dopo studi universitari in Italia e all’estero, sono le creative director di Studiopepe.

Dopo la laurea, in vacanza in Messico, si incontrano per caso in una spiaggia sulla costa del Pacifico completamente deserta.

Le loro vite si sono intrecciate dopo quell’incontro fortuito che segnerà le strade professionali di entrambe.

Collaborano per diversi mesi e nel 2006 decidono di aprire la propria creative agency Studiopepe.

Ispirate dalle muse dell’antica Grecia quanto dai maestri moderni contemporanei dell’arte e della fotografia, i loro progetti eclettici mixano temi che rimandano alla memoria comune e a dettagli inaspettati.

Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto,


Si lasciano condurre dalle proprie intuizioni, in una ricerca continua di forme, materiali, combinazioni di colori e una nuova estetica.

Studiano il forte legame della materia e il potere archetipo dei simboli, e danno vita ad un progetto dal nome “Les Arcanistes” che presentano al fuorisalone della Milano Design Week 2019, in un’ex fabbrica del 900.

Un percorso misterioso tra oggetti simbolici, pezzi di design, progetti besposke, riedizioni di arredi storici, opere d’arte e installazioni che coinvolgono i cinque sensi a partire dal tatto, stimolato dall’alternarsi di superfici grezze: la pietra, il travertino, il cemento con chaise longue di pietra in contrapposizione ma non in contrasto con divani in pelle, poltroncine in velluto, in una palette di colori che spazia dal lilla alla terracotta ai colori ambrati.

Misticismo allo stato puro nell’installazione “Les Arcanistes” il cui invito: «Il futuro non è scritto» lascia aperta la porta alla più fervida immaginazione.

Una lettura personale delle designer che indagano il forte legame tra la materia e il potere archetipo dei simboli.

Gli Arcanisti erano i primi chimici che detenevano la conoscenza arcana e segreta delle formule per creare la porcellana e per la lavorazione dei materiali, in genere come il vetro e i metalli. Gli arcani sono anche le 21 carte dei tarocchi che rappresentano l’inconscio collettivo.

Da qui il gioco sospeso tra la materia e divinazione in un ampio spazio industriale utilizzato nel ‘900 per la produzione dell’oro, la materia per eccellenza usata dagli alchimisti. «È stata la location a scegliere noi, non la stavamo cercando, è stata una questione di fortuna».

Il progetto si sviluppa su sette stanze, in una realtà parallela quasi sacra: la Fonte dell’Acqua Vibrazionale, la Materioteca, il Laboratorio Alchemico, ognuna dedicata ad un arcano.

Les Arcanistes

La stanza dell’acqua è la prima tappa del viaggio, simboleggia la purificazione, e l’acqua è anche l’elemento che lega terra e cielo. In seguito si passa alla stanza del laboratorio alchemico, dove è possibile assumere distillati di erbe dal potere curativo e divinatorio.

Segue alla preparazione del corpo e dell’anima, lo spazio chiamato “Società Mantica”: uno spazio immersivo, totalmente bianco, con il pavimento ricoperto di sale. Il sale è un altro elemento importante per l’alchimista, simboleggia la purificazione. In questo luogo, alla fine del cammino, si è pronti per rivolgere le proprie domande al divinatore. Conoscere se stessi è la base di ogni processo di scoperta.  

StoryTeller: Valentina Nasso

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