L’enfant prodige Ginevra Costantini Negri : ‘’La musica è il mio elemento naturale’’

L'Enfant Prodige

Ginevra Costantini Negri

La storia di Ginevra Costantini Negri sembra una favola moderna che incanta e stupisce.

L’amore per la musica entra nel cuore della giovane pianista sin da bambina.  «Fin da piccolissima “suonavo” su un libro-pianoforte. A quattro anni poi, eravamo a Parigi, mio padre era tornato a casa con il dvd de “Le Nozze di Figaro” di Mozart allegato a “Le Figaro”.

Ho cominciato a guardarlo e ne sono rimasta conquistata: dopo una settimana conoscevo l’opera a memoria. Ho iniziato a suonare il pianoforte a sette anni, però già conoscevo una decina di opere».  Quella passione per la musica diventa qualcosa di più concreto e importante. «Tutto è successo in modo naturale, come conseguenza della mia profonda passione». 

La concretizzazione del suo sogno arriva quando Ginevra ha dieci anni e si esibisce per Lang Lang. «Ho un bellissimo ricordo di Lang Lang, una star della musica classica, ma anche una persona davvero gentile e molto incoraggiante, che ha trovato addirittura il tempo di congratularsi con me per il risultato di New York». 

Un’altra data importante nel viaggio di Ginevra è sicuramente quella del 13 Marzo 2019.

Al Quirinale, il presidente della Repubblica le conferisce l’onorificenza di Alfiere della Repubblica per meriti artistici e per l’impegno nella diffusione del patrimonio pianistico italiano.  «È stata una giornata per me memorabile.

Felice e tremante ho stretto la mano al Presidente, che in modo molto amabile si è complimentato con me: lo ricorderò per sempre. In quel momento, ho sentito vicino mio padre, che avevo perso solo un mese e mezzo prima.

Sono sicura che sarebbe stato orgoglioso». La rivista Forbes indica Ginevra Costantini Negri tra i 100 under 30 italiani innovatori e leader del futuro per il proprio settore. 

«Ogni riconoscimento rappresenta un successo, ma anche un’assunzione di responsabilità e da questo derivano la volontà e la necessità di fare sempre meglio, di dedicarsi con sempre maggiore impegno ai progetti futuri e allo studio». 

Ginevra volge lo sguardo a quella generazione che costruirà il nostro futuro. «Vorrei consigliare ai giovani di ricordarsi che un’idea che non poggia su basi solide è destinata a rimanere una fantasia. 

È fondamentale il lavoro costante sorretto da una disciplina quotidiana, che è una preziosa alleata. Se si tratta di vera passione, il lavoro non peserà e l’occasione che può arrivare ci deve trovare preparati. Bisogna avere grandi maestri e seguirne i consigli. 

Se la passione è reale, anche se il successo non dovesse arrivare, saremo comunque felici di fare quello che amiamo».  Il suo desiderio è avvicinare i giovani alla musica classica. 

«Vado a suonare per le scuole e parlo con i ragazzi durante i concerti. Ricordo loro anche che i musicisti classici per la maggior parte sono stati ragazzi rivoluzionari, geni innovatori spesso ribelli, come possono non piacere ai giovani?».  La musica alimenta le persone.

Questo è quanto è accaduto in questa favola moderna. «La musica è il mio elemento naturale, è come quando si fa il bagno in mare e non si vorrebbe più uscire dall’acqua». Raccontare Ginevra diventa un viaggio lungo paesi sconosciuti.

«La musica, che venga sempre più influenzata dalle tecnologie o ritorni ai suoni tribali, rimarrà sempre il vero linguaggio universale degli esseri umani».

Anna Chiara Delle Donne 

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