LEGGENDE DELLE RELIQUIE

Filippo II

LEGGENDE DELLE RELIQUIE DI FRANCESCA SAPIENZA

Nell’Europa medievale si credeva che il contatto con i resti dei santi, o di Cristo stesso, avesse proprietà curative e spirituali.

Queste leggende generarono un intenso traffico di reliquie nel quale non mancarono i casi di truffa e furti.

Ad esempio, il possesso di un frammento del legno della croce sulla quale morì Gesù, venne rivendicato da diverse chiese di città come Limburg, in Germania, Napoli e Genova in Italia.

In Spagna si conoscono le reliquie del monastero di Liébana e del santuario della Vera Cruz.

Leggende e Misfatti
Leggende e Misfatti

Secondo una leggenda, la croce di Caravaca fu portata nel 1231 da due angeli mentre un sacerdote diceva messa davanti a un re almohade scettico.

Il frammento di legno, conservato in un reliquiario a forma di croce patriarcale, venne rubato tre volte: dopo le prime due fu ancora possibile recuperarlo, però la terza – nel febbraio del 1934 – fu quella definitiva.

Caravaca è in lutto. Una mano criminale e profana ha sottratto il gioiello più prezioso dal sacrario in cui era venerato. 

Il giornale La Verdad de Murcia

I sospetti caddero subito sulle persone che abitavano nei pressi del castello-santuario.

Di fatto, il furto è rimasto fino a oggi un mistero.

Nel 1945 papa Pio XII donò a Caravaca due piccole schegge di legno della Vera Croce, che da allora sostituiscono i resti originali.

Altra leggenda medievale è quella di Santa Orsola.

SANT''ORSOLA
SANT”ORSOLA

Si racconta che nel V secolo un re della Britannia promise sua figlia, convertita al cristianesimo, a un nobile pagano.

Prima di consumare il matrimonio la giovane, Orsola, intraprese un pellegrinaggio a Roma insieme a dieci compagne.

Al ritorno, mentre giungevano all’attuale Colonia, in Germania, caddero nelle mani degli unni di Attila.

L’agiografia dice che le undici donzelle morirono martiri per difendere la loro verginità: pertanto, con il tempo, furono elevate agli altari.

Ma ci fu un errore di lettura: un documento dell’anno 922, trovato in un monastero vicino a Colonia, accennava al martirio di XLM virginum, che si sarebbe dovuto leggere come undecim martires virginum, “undici martiri vergini”.

Invece, il testo fu interpretato come undecim millia virginum, “undicimila vergini”.  

Questo errore di valutazione durò secoli , e la leggenda si consolidò sotto forma di teste e ossa di queste presunte undicimila vergini che, grazie alla furbizia dei truffatori, nel corso del Medioevo inondarono una gran quantità di templi cristiani in tutta Europa. 

Santa Orsola è la patrona di Svezia e delle vedove, e dal 1999 è anche una delle tre patrone d’Europa nominate, motu proprio, da Giovanni Paolo II.

Brigida di Svezia era una cattolica fervente del XIV secolo, che oltre ad avere visioni premonitrici e a godere di apparizioni divine nel corso di tutta la sua vita, fondò un ordine religioso.

Morì a Roma dopo essere stata in pellegrinaggio in Terra Santa.

I suoi resti furono portati nella località svedese di Vadstena e lì vennero sepolti.

Brigida fu canonizzata nel 1391 e, cinque anni dopo, fu nominata patrona di Svezia.

Da allora i pellegrini si recano a venerare i suoi resti e quelli di sua figlia, santa Caterina: i crani sono conservati in due scrigni esposti nell’abbazia di Vadstena. 

Ma il più famoso collezionista di reliquie fu Filippo II.

Dicono che arrivò a mettere insieme un tesoro di 7.422 reliquie nel monastero dell’Escorial.

Tra esse si annoveravano 12 corpi interi, 144 teste e 306 ossa lunghe, anche se la maggioranza, circa quattromila, erano reliquie piccole.

Filippo II fece costruire centinaia di reliquiari per custodire la sua collezione.

Questa ossessione lo portò a collegare il buon esito di alcune sue decisioni all’acquisizione di determinate reliquie: quando decise di sposarsi con sua nipote, l’arciduchessa Anna, volle comprare la testa di sant’Anna in modo che “colei che porta il suo nome avesse più devozione per questa casa”.

Per alleviare i costanti dolori, nella fase finale della sua vita volle con sé alcune reliquie, che baciava e cui chiedeva aiuto.

Si faceva inumidire il letto con acqua santa e si passava un lignum crucis sulle zone più dolenti.

Il re morì il 13 settembre 1598 circondato dalle sue reliquie preferite: un pelo della barba di Cristo, un capello della Vergine, il ginocchio di san Sebastiano, un braccio di san Vicenzo Ferrer e la costola del vescovo Albano.

#SRORYTELLER  FRANCESCA SAPIENZA

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