Lavagne luminose e sussidiari razzisti: la scuola e le sue contraddizioni

Nove tra studenti e professori uccisi, 1200 ragazzi deportati nei campi di concentramento e le università chiuse in tutto il paese: è ciò che accadde nella Cecoslovacchia nazista il 17 novembre del ‘39.

Il motivo? Una manifestazione antinazista.

E quel 17 novembre diventa, oggi, l’International students’ day, la giornata internazionale dello studente, un modo per porre l’attenzione su temi come diritto allo studio e democrazia dell’istruzione.

Ma anche un modo per parlare di scuola, di ricordi, di tempi che cambiano.
La scuola che diventa il riflesso di una società che si trasforma e sempre più due punto zero.
Provate a chiedere oggi a un ragazzino se sa cosa è un “cassino”.
O se ha mai lanciato i gessetti.

Vi ricordare il diario con l’assegno? (Scordatevelo, oggi sono i ferocissimi gruppi whatsapp tipo “Mamme Terza A”).
Una scuola che ha sostituto le lavagne con le LIM (acronimo di lavagna interattiva multimediale) e poi obbliga i ragazzini a portarsi 7 chili di libri negli zainetti.
Istituti che costringono i genitori della provincia di Genova di prendere i figli a scuola fino a 14 anni perché le strade non sono sicure e sussidiari che non sanno spiegare ai bambini la differenza tra profughi e clandestini.

Una scuola che riflette le contraddizioni del nostro tempo, della nostra società.
Una società che a ogni Natale polemizza sul fare o non fare il presepe (perché contiene riferimenti religiosi) ma che non si preoccupa di costruire scuole sicure che non vadano giù alla prima folata di vento.
Una società che ancora non si interroga su come eliminare la dispersione scolastica (secondo il rapporto di Save the Children, intitolato “Liberare i bambini dalla povertà educativa: a che punto siamo, Sicilia e Sardegna hanno tassi di dispersione scolastica nettamente superiori rispetto alla media italiana; seguono poi in ordine Campania, Calabria e Puglia).

A maestre precarie e insegnanti demotivati, a educatori che non possono fare gli educatori (perché poi chi li sente i genitori), a edifici fatiscenti che per azionare il riscaldamento bisogna pregare tutti i santi del calendario.

Perché se è vero che esistono giornate mondiali per tutto, dalla gentilezza all‘orgasmo (sì proprio così, il 31 luglio è la giornata mondiale dell’orgasmo), è anche vero che certe ricorrenze servono proprio per fermarsi a pensare, a riflettere e magari a fare anche qualcosa per migliorare le cose.

Oggi è la giornata mondiale dello studente, e qualcosa dobbiamo fare.
Anche solo pensare che, come ha detto Malcom X “La scuola è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo”.

Giovanni Salzano