La politica del terrore

Con il termine terrorismo si indicano tutte quelle azioni criminali, violente, premeditate atte a suscitare clamore come attentati, omicidi, stragi, sabotaggi… Gli artefici di tutto questo sono delle organizzazioni brave a nascondersi e che compiono queste azioni a discapito di capi di stato, gruppi di persone etc.

Il primo grande attentato che ha colpito l’Occidente non solo simbolicamente, ma anche causando migliaia di morti e feriti, è stato quello dell’11 settembre 2001, attacco al cuore dell’America. Tutti abbiamo ancora avanti agli occhi le scene degli schianti aerei, le persone in fuga, il terrore nei loro volti, le nubi date dai crolli, i detriti… Le immagini e le emozioni sono vivide oggi.

Di lì è cominciato il terrore in occidente, nessuno più da allora s’è sentito al sicuro!

La sensazione è di come quando entrano i ladri in casa propria, ci si sente violati e non protetti. Negli ultimi anni assistiamo a continui attacchi random, in posti impensabili come un lungomare, uno stadio, una metropolitana, o ancora un mercato…ed è subito terrore. È una paura che si insinua nella mente e che crea stress e ansia anticipatoria, perché in fondo non possiamo sapere se mai accadrà, dove sarà e come avverrà l’attacco terroristico. Un po’ alla stessa stregua delle catastrofi ambientali, come il terremoto, l’alluvione o altro, non possiamo prevederli, anche se sappiamo che ci sono zone più a rischio rispetto ad altre. Ma con cosa facciamo i conti in queste situazioni? Pensiamo a quello che è successo a Torino per un falso allarme bomba inizio giugno.

Le persone in panico e ci sono stati quasi 1500 feriti. Prima di tutto questi continui attacchi terroristici accaduti un po’ ovunque negli ultimi tempi non rendono sicuro nessun posto. C’è questo sentire il rischio per la propria vita e quando ci si trova in una piazza e qualcuno anche solo per una bravata grida “attentato!!” è panico…nel panico non si ragiona e la paura, per di più in un gruppo grande, crea contagio, si regredisce e la fuga a scapito degli altri sembra l’unica salvezza.

Quando il panico scatta, cosa ci può salvare? La ragione? Si, certo…ma se temo per la mia vita? Bè, si attiva l’istinto di sopravvivenza e tutto diventa “mors tua, vita mea”. Ecco gli effetti del terrorismo. Si può smettere di avere paura? No! La paura serve, è necessaria per proteggerci e preservare la nostra vita. Diventa però disfunzionale quando crea scompiglio e danni. Le persone devono sentirsi al sicuro, fare i conti con il fatto che controllare tutto è impossibile, ma sicuramente focalizzarsi sul sentirsi sicuri internamente.

 

Dott.ssa Carolina Alfano
Psicologa, Psicoterapeuta