La parrucchiera: Stefano Incerti firma una commedia pop e colorata

Una commedia pop d’autore che non risparmia toni e colori forti fin dalla locandina e dalla campagna promozionale fatta con camper e “taglio gratis” per la strade di Napoli.
La parrucchiera è il titolo della commedia di Stefano Incerti nelle sale dal 6 aprile, che omaggia la nostra bella Napoli con «una commedia europea sensibile a piccoli personaggi della periferia per i quali la realizzazione di un sogno riscatta anni di stenti e privazioni» spiega il regista di Gorbaciof.
In una cornice vitale e vivacissima, a tratti malinconica, contrappuntata da serate di colore e musica (che mescola brani dei Foja, canzoni di Toni Tammaro, Emiliana Cantone, Rakele e con la colonna sonora firmata da Antonio Fresa), il film racconta le mille facce di Napoli, l’interculturalità e lo spirito d’accoglienza; ma anche le contraddizioni e l’arte di arrangiarsi, tipica dote di una giovane donna napoletana come la protagonista Rosa (Pina Turco).

Bellissima ragazza dei quartieri spagnoli, madre single e parrucchiera, presto è costretta ad abbandonare il salone nel quale lavora da anni dopo aver rifiutato l’ennesima avance del proprietario Lello (il noto cantante partenopeo Tony Tammaro). Da quel momento Patrizia (Cristina Donadio), moglie di Lello, le si rivolterà contro, mentre Rosa si lancerà nell’ardua impresa di aprire un negozio tutto suo, “Testa e tempesta”, con l’aiuto e il sostegno delle sue amiche e di un ex amore: Salvatore (Massimiliano Gallo), affascinante tatuatore di cui Rosa è stata innamorata, Micaela (Lucianna De Falco), bionda platinata donna un po’ age e Carla (Stefania Zambrano), transessuale sensibile con uno spiccato senso di maternità.

Un concentrato di esagerazioni, recitato in napoletano, piuttosto kitsch nella messa in scena, La parrucchiera è un film sul disagio, la vendetta, l’amore, l’amicizia, la maternità, la disperazione, la speranza e sulla forza delle donne e sulla capacità di rialzarsi e reinventarsi ogni volta. Dal ritmo serrato con inquadrature anche isteriche, in un caleidoscopio di volti, dalla variegata bellezza, è possibile palpare la gioia per la vita e quella frenesia di una formidabile città e il risorgimento di un popolo da sempre accogliente e ormai multietnico.

PALMA SOPITO