La Francia è campione del Mondo. L’organizzazione, un vero successo.

Cosa resta di Russia 2018?

Cala il sipario su “Russia 2018”, ventunesima edizione dei campionati mondiali di calcio.

Boom di spettatori, città stracolme di turisti, organizzazione impeccabile.

Una macchina perfetta insomma. Ennesimo spot internazionale per lo Zar Putin.

Campione del Mondo, alla fine è la Francia, che per la verità ha quasi mai divertito, o dato idea di essere una squadra pienamente organizzata. Un misto tra talento dei vari campioncini in rosa, concretezza trasmessa dall’esperienza del CT Deschamp, ed anche una buona dose di ben accetta fortuna, hanno permesso ai transalpini di laurearsi per la seconda volta, dopo il successo in casa di vent’anni fa, campioni del Mondo.

Resteranno di questo mondiale sicuramente i record: Deschamp terzo CT ad aver trionfato precedentemente anche da calciatore, dopo Zagallo e Beckenbauer, il Belgio al massimo risultato ottenuto con un terzo posto che poco si concilia con la qualità di gioco espressa dai diavoli rossi, la Croazia, per la prima volta in finale ai campionati del mondo e forse, tra i record, possiamo metterci anche le svariate delusioni. Squadre e calciatori, i famigerati top player, per niente, o solo in parte pervenuti.

Tra le immagini certo, ricorderemo le teatrali esultanze in tribuna di Diego Armando Maradona, i tratti inusuali, per molti inadeguati, del CT argentino Sampaoli, il panciotto di Southgate, la tenerezza ed il coraggio del Maestro Tabarez, ed il senso civico dei tifosi, su tutti quelli giapponesi, sempre preoccupati di lasciare il proprio posto a sedere, cosi , come l’avevano trovato.

Per il resto, colori, sorrisi, belle giocate, lacrime e tanta gioia.

Appuntamento a Qatar 2022  insomma, per nuove storie, nuovi colori, e nuovi campioni da ammirare.

 

Paolo Marsico