La bella e la bestia tra polemica gay e tradimento alle donne

Emma Watson stars as Belle and Dan Stevens as the Beast in Disney's BEAUTY AND THE BEAST, a live-action adaptation of the studio's animated classic directed by Bill Condon.

Uno dei capolavori Disney, primo lungometraggio d’animazione candidato all’Oscar nella categoria miglior pellicola, nel 2017 si è trasformato in una scialba imitazione live action dell’originale.

È dunque da evitare questa nuova versione de La bella e la bestia? Stranamente no.

Sconsigliare questo film a chi ama il classico del 1991 sarebbe assurdo, essendone quasi la copia esatta, con tanto di canzoni. Piacerà al grande pubblico, nonostante manchi la magia, la presenza di un doppiaggio italiano inascoltabile e la protagonista, Emma Watson, monocorde, che sembra riprendere fastidiosamente in prestito le espressioni di Hermione dalla saga di Harry Potter.

Dicevamo, il musical più costoso della storia, 160 milioni spesi dalla Disney, più altri 100 di promozione, piacerà, tanto che ha già registrato incassi record in Italia nel primo giorno e ha superato nel weekend il milione di euro. Cosa resta dunque, se manca la qualità del film? La polemica inconsistente sulla svolta ‘apertamente gay’, citando i titoli di molte testate, di Le Tont (Josh Gad), assistente segretamente innamorato del cattivo Gaston (Luke Evans), che ha alzato un polverone, tanto che la pellicola è stata vietata ai minori di 16 anni in Russia, bandita da un cinema cristiano in Alabama e censurata, con tanto di taglio della ‘scena omosessuale’ (un abbraccio tra due uomini e una battuta), in Malesia, dove la Disney ha al momento bloccato a data da destinarsi il release. Un’eco quasi sospetta in proporzione a ciò che si vede davvero ne La bella e la bestia e un passo troppo piccolo rispetto alla modernità. E pensare che, non troppo tempo fa, si è dibattuto a lungo su una svolta reale: rendere omosessuale Elsa, principessa Disney protagonista di Frozen, amatissima dalle bambine. I tempi, forse, non sono ancora maturi. Sarebbe da chiedersi: se non ora quando? Intanto godiamoci ciò che meritiamo: una storia d’amore da Sindrome di Stoccolma, in cui ancora una volta una donna subisce violenza e si innamora del suo rapitore, un personaggio solo vagamente omosessuale e la prospettiva di tanti remake live action confezionati in serie, come se i film fossero prodotti da impacchettare e vendere al pubblico nella forma migliore possibile, con cast stellare, ma senza sostanza. In futuro vedremo: Dumbo con la regia di Tim Burton, Aladdin diretto da Guy Ritchie, Il Re Leone da Jon Favreau, La carica dei 101 con Crudelia De Mon probabilmente interpretata da Emma Stone e, ancora, Mulan, La Sirenetta, Biancaneve e i sette nani e La spada nella roccia.

Muore così il cinema, tra remake, contentini alla modernità, ottimi attori sprecati (in originale le voci degli oggetti animati sono di Ewan McGregor, Ian McKellen, Emma Thomson e Stanley Tucci, di cui in Italia non è possibile apprezzarne il lavoro) e il regista degli ultimi due Twilight, Bill Condon.

Se queste sono le prospettive, meglio passare alle tante serie TV d’autore.

 

La bella e la bestia

Voto: #

 

Emma Di Lorenzo