KARTELL: IL DESIGN CHE GUARDA OLTRE IL DOMANI

Da quasi 30 anni, la famiglia Luti è alla guida di uno dei più prestigiosi marchi del made in Italy.

In un’intervista esclusiva, LORENZA LUTI, direttore marketing e retail della Kartell, ci racconta il passato e il futuro di un’azienda italiana che, da quasi 70 anni, ha successo nel mondo.

Di tradizione e innovazione. Di idee e sperimentazione. Di lusso plastico su scala industriale. L’anima di Kartell non è altro che questa. Da quando Giulio Castelli la fondò nel 1949, ha fatto e fa tuttora la storia del ben fare all’italiana. L’azienda milanese che produce mobili e oggetti di disegno industriale ricercato in plastica, esplode sotto la direzione di Claudio Luti, attuale presidente e inaugura un periodo di grande creatività con la collaborazione di importanti architetti e designer come Gae Aulenti, Philippe Starck, Antonio Citterio. Oggi più che mai, Kartell propende verso il futuro con Lorenza Luti, figlia di Claudio e attuale direttore marketing e retail. Energia, sincerità e carisma, gli ingredienti per proseguire un successo che dura da settant’anni.

Non c’è un unico stile ma di certo un tratto distintivo di identità. È questa la forza di Kartell? L’italianità?

KARTELL

La nostra identità è definita dalla ricchezza del lavoro collettivo che portiamo avanti in collaborazione con i più importanti designer. Spesso per i prodotti italiani si parla di “ben fatto”. Credo che con questo s’intenda lo sforzo, la passione e il tempo che le aziende e i creativi investono per rendere i prodotti un perfetto equilibrio di originalità, ricerca tecnologica, cura dei dettagli e produzione industriale. In questo senso e con questi valori Kartell si riconosce appieno come brand made in Italy.

L’anno 2016 si è concluso con nuove aperture in Giappone, Asia, Corea…

Al centro dell’attività di Kartell c’è da sempre il continuo miglioramento della rete logistica e del network produttivo. La sfida dei prossimi anni del brand sarà il settore delle forniture contract, oltre allo sviluppo delle divisioni habitat, tavola, fragranze, bagno e kids. Stiamo inoltre rafforzando la rete retail diretta e in franchising, per sviluppare la nostra presenza a livello internazionale, che conta oggi 140 flagship store e 250 shop-in-shop, oltre a 2.500 retailer, in più di 140 Paesi.

Design industriale adatto a qualsiasi tipo di arredamento e ambiente. La sedia Victoria Ghost ne è solo una parte a rappresentanza di centinaia di icone. “Innovazione” è la prima parola per Kartell. Cosa crede rappresenti oggi nel settore del design?

Proprio quest’anno celebriamo i 50 anni dei Componibili e questo anniversario mi ha fatto pensare a tutto quello che Kartell ha rappresentato per la mia famiglia e per il mondo del design. Credo che il fil rouge sia la capacità unica di interpretare in modo originale la contemporaneità, unita alla voglia di continuare a proporre nuovi prodotti, anche cambiando pelle alle proprie collezioni per renderle attuali e in costante dialogo con l’evoluzione della società.

Kartell e l’ambiente…

La ricerca sui nuovi materiali e il riguardo per l’ambiente, sono tra gli aspetti principali del DNA Kartell. Con la sedia Bio Chair di Antonio Citterio, in particolare, Kartell (per prima) ha portato avanti una ricerca di altissimo livello sul BIODURA™, un materiale di natura organica derivato da fonti rinnovabili vegetali, che non vanno ad interferire con la produzione di generi alimentari. Si tratta di un progetto sostenibile basato sul concetto di qualità e durevolezza nel tempo.

Collaborazioni con Moschino, Missoni, Lenny Kravitz, Dolce&Gabbana, Lapo Elkann. Vedremo ancora Kartell nel settore del fashion o coinvolta in altre sinergie?

La divisione Kartell à la Mode è nata nel 2008 e vogliamo sempre più posizionarci come un lifestyle brand a tutto tondo, capace di contaminarsi con le dinamiche del mondo. L’ultima collaborazione di Kartell à la mode è quella con la designer italo – brasiliana Paula Cademartori, fondatrice dell’omonimo brand luxury di borse e scarpe. Abbiamo appena lanciato la linea per il prossimo Autunno/Inverno.

Ha un prodotto al quale è particolarmente affezionata?

KARTELL

Non ho un prodotto preferito. Sono tanti gli oggetti Kartell che ho scelto per l’arredamento di casa mia perché ognuno racconta un momento importante per la mia famiglia e allo stesso tempo sono anche uno stimolo per portare avanti il lavoro dell’azienda.

Un suo segreto (magari per il successo o la vita professionale…)

La nostra filosofia è l’evoluzione continua. Credo che il segreto per un’azienda familiare come la nostra sia saper partire dai punti di forza del passato per guardare al futuro, senza fermarsi.

Il prodotto di punta che presenterete al Salone del Mobile 2017?

Sarà un Salone che porterà con sé la grande memoria e il patrimonio di innovazione del passato. I riflettori saranno puntati su alcuni prodotti che sono stati finalizzati e arrivano nella loro versione definitiva pronti alla vendita, nella logica che segue il movimento, avviato dalla moda, del see now buy now. Saranno così presentati, e pronti alla consegna in tutti i paesi del mondo, la sedia Generic C, le lampade Aledin e Lantern, la linea di tavoli Multiplo e il tavolo Sir Gio.

Kartell rappresenta un’industria dinamica, al passo con i tempi nonostante l’età e la longevità (siamo alla soglia dei 70 anni). Come vede il futuro per Kartell?

Già da tempo io e mio fratello Federico lavoriamo a fianco di mio padre Claudio, attuale presidente di Kartell, per far crescere e sviluppare, ciascuno nel proprio ambito di riferimento, nuove opportunità e strategie di crescita del brand. Il futuro di Kartell è nella nostra famiglia e nella nostra capacità di innovarci, sempre rivolti al domani.

 

Mariagrazia Ceraso

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