Io e Mr. Wilder, un libro per tutti i cinefili

Io e Mr. Wilder
Io e Mr. Wilder

IO E MR. WILDER

Per tutti gli appassionati di cinema, di quel cinema d’autore che ci ha fatto sognare e gridare al “capolavoro”, è uscito di recente, l’ultimo romanzo di Jonathan Coe  edito da Feltrinelli: Io e Mr Wilder.

Il titolo non deve trarre in inganno ed è più esplicito di quel che si possa pensare, perché si tratta proprio di Billy Wilder, il grande regista geniale hollywoodiano, che ha diretto alcuni dei film più belli e famosi del Cinema Classico Americano, affrontando i più svariati e versatili temi che hanno caratterizzato quel cinema d’autore del Novecento.

Io e Mr. Wilder: tutto ha inizio sul set di Fedora

io e mr. wilder
Billy Wilder

Attraverso una delicata e avvincente storia di ricordi, speranze e rimpianti mai assopiti, Jonathan Coe confeziona una trama narrativa di efficace costruzione psicologica, artistica e anche romantica, che ha per protagonista una donna sposata di cinquantasette anni, con due figlie gemelle in procinto di lasciare casa per andare a studiare.

La donna ripercorre con nostalgico ricordo la sua incredibile avventura come interprete greco, sul set del film Fedora, uno degli ultimi film di Wilder, che aveva conosciuto per caso, a un bar di Los Angeles, senza rendersi conto di trovarsi di fronte ad un eccezionale regista, una figura di spicco del cinema internazionale. 

Questo l’efficace e simpatico pretesto viene utilizzato da Coe per celebrare e ricordare la figura carismatica e immensa di un regista come Billy Wilder, facendo un omaggio sentito e prezioso al cinema.

I titoli che hanno fatto la storia del Cinema


A quel cinema che ha creato capolavori come A qualcuno piace caldo (1959), Prima pagina (1974), La fiamma del peccato (1944) Viale del tramonto (1950), spaziando dalla commedia alla tragedia, dalla satira al melodramma.

Titoli questi che appartengono di diritto alla Storia del Cinema, insieme a Testimone d’accusa, con le supreme interpretazioni di Charles Laughton e Tyron Power.

E L’appartamento, con uno strepitoso Jack Lemmon, protagonista anche del poetico e spassoso Irma la dolce (1963) con una delicata Shirley MacLaine.

Io e Mr. Wilder: un finale a sorpresa

Tutti regolarmente citati nel romanzo di Coe, anche se l’autore si concentra prevalentemente sul suo ultimo film Fedora (1978), raccontando le riprese dello stesso in Grecia, a Monaco e Parigi.

Il romanzo si apre a Londra e si conclude in questa stessa città, con un bel finale, che naturalmente non svelerò, accompagnando il lettore in un delicato viaggio nel mondo del cinema, con tutte le sue contraddizioni, difficoltà e momenti di grande sconforto.

Perché il mestiere di regista, pur essendo una delle attività più belle del mondo, è estremamente impegnativo.

La protagonista del romanzo, poi, dopo la bella esperienza vissuta come interprete di Wilder, decide di diventare compositrice di colonne sonore. E dopo molti anni, questo la porterà a maturare una decisione molto importante (svelata alla fine del libro) proprio con la stessa leggerezza di un geniale finale di un film di Wilder.

A tal proposito resta memorabile la battuta finale che Wilder fa dire al personaggio di Osgood, interpretato da Joe E. Brown, durante l’ultima, ennesima e rocambolesca fuga sul motoscafo di quest’ultimo, quando Lemmon gli rivela finalmente di essere un uomo: “beh … nessuno è perfetto!

#STORYTELLER: CARLO FARINA

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