Altro che Zalone, la vera star è il Piccolo Principe

La voglia di tornare bambini pare sia comune a molti italiani che hanno riempito le sale de Il Piccolo Principe nella versione cinematografica diretta da Mark Osborne (già regista di KungFu Panda), tratta dal romanzo di Saint-Exupery, il più tradotto al mondo dopo la Bibbia.

Un successo confermato anche dai botteghini che – in una settimana di programmazione, con un incasso di circa 2.900.000 euro – piazza il film al secondo posto, dopo il successo di Checco Zalone “Quo vado”.

Gli sceneggiatori del film hanno incrociato la storia del Piccolo Principe con la vicenda di una bambina di 10 anni costretta dalla madre ad una vita “programmata” e guidata da logiche efficientistiche. L’ansia della madre e la necessità del successo a tutti costi costringono la ragazzina al trasferimento in una nuova città grigia e anonima. È l’incontro-scontro con il bizzarro vecchietto vicino di casa che dà il via alla storia, che poi si incrocerà con le vicende del romanzo di Saint-Exupery.

Del film sorprende la tecnica mista di disegni, stop-motion e computer grafica 3D: la computer grafica, utilizzata per narrare la storia della ragazzina e la stop-motion, utilizzata per dar forma alla favola originale. Osborne, assieme alla sceneggiatrice Irena Brignull – malgrado le difficoltà oggettive nel trasporre al cinema un capolavoro letterario a cui tanti sono affezionati – portano a casa il risultato regalandoci un’opera affascinate e raffinata.

Il film, per quanto riguarda l’edizione italiana, vanta un cast di doppiatori molto interessante: Toni Servillo (l’Aviatore), Paola Cortellesi (la Mamma), Stefano Accorsi (la Volpe), Micaela Ramazzotti (la Rosa), Alessandro Gassmann (il Serpente), Giuseppe Battiston (l’Uomo d’affari), Pif (il Re), Angelo Pintus (il Signor Principe) e Alessandro Siani (il Vanitoso).

L’essenzialità è il tema centrale del film e noi non potevamo che chiudere con il passo più suggestivo e conosciuto de Il piccolo Principe: “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore.
 L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Giovanni Salzano

Lascia un commento