Il lancio del 4° numero di #3DMagazine


L’arte e la cultura
anche questa volta si uniscono in un originale aperitivo organizzato da noi di #3DMagazine il 21 Ottobre 2015 alle ore 19.30 presso il Barril Garden Bar che per l’occasione diventa un luogo dove lo studio, l’architettura e il design si fondono con la passione e l’attenzione verso materiali eco sostenibili nel pieno centro della zona Chiaia.

Il lancio del 4° numero di #3DMagazine sarà accompagnato dalla mostra d’arte delle opere di Antonella Romano “Ricami” e a seguire dall’ anteprima di “Ria Rosa” progetto arte in musica di Cincotti/Romano/Sparno.

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“La mia esperienza con il metallo, con la sua forza e la sua energia che mi attraversano, il rischio che corro ogni volta che lo lavoro, che lo trasporto, che lo vivo… la sensibilità che gli restituisco nel dargli una vita diversa. L’atto di intrecciare, di tessere, mi riporta a un tempo lontano, in cui il ferro è il mio filo e lo strumento per tessere, le mie mani” spiega a proposito dei suoi lavori l’eclettica artista e performer Antonella Romano che è anche artefice dello spettacolo ““Lì America”, un viaggio che altro non è che una rivoluzione in musica che parte da Napoli e arriva a New York.

Attraverso le sfrontate canzoni partenopee -che col tempo andranno a contaminarsi con il repertorio americano di pari passo con l’integrazione degli italiani in America – e la figura “rivoluzionaria” di Maria Rosaria Liberti, sciantosa napoletana del cafè chantant, in arte Ria Rosa, “la cantante degli emigranti”, antifascista e femminista ante litteram avanzerà nella coscienza collettiva la ridefinizione e la portata della presenza femminile nella società.

L’ironica e coraggiosa “nonna delle femministe” infatti cantava di libertà e diffondeva l’idea di una donna più moderna; suscitò difatti le ire delle autorità americane non solo perché cantava vestita da uomo ma anche perché decise di interpretare “’A seggia elettrica” contro la pena di morte e in difesa degli anarchici Sacco e Vanzetti, scelta che la portò vicina ad essere espulsa dal paese.

di Gloria Esposito