IL CLASSICISMO CONTEMPORANEO DI ROBERTO FERRI

Roberto Ferri

Roberto Ferri

Sgarbi l’ha definito perverso e fantasioso: “un pittore antico che applica il suo magistero a pensieri moderni”. Roberto Ferri è uno dei più rilevanti esponenti della figurazione italiana. Reinterpretando la grande tradizione rinascimentale e poi barocca, da Michelangelo a Caravaggio, fino all’accademismo ottocentesco ed i preraffaelliti, ha messo a punto una pittura dal gusto classico in lingua contemporanea.

Pervasi da un’atmosfera misteriosa e visionaria, i soggetti dipinti da Ferri assumono movenze teatrali ed erotiche. Le sue opere sono cariche di carnalità e al tempo stesso simbologia.

Quella che, di primo acchito, può sembrare una lettura quasi sacrale del dipinto, accostabile all’iconografia religiosa, si arricchisce di rimandi moderni e surreali. Ammirando i suoi lavori è immediato il confronto con i grandi classici. 

Roberto Ferri, Amor Sacro, olio su tela 2016

La cifra stilistica di Ferri sta proprio nell’ibridazione di stili e sentimenti per un’arte che non rinnova semplicemente la tradizione, ma la stravolge.

Opere “citazioniste” che seducono, inquietano, incantano e “disturbano”. Sacro e profano, antico e contemporaneo, religione, passione, mito. L’attenzione che il pittore riserva al nudo testimonia un’attenta sapienza anatomica che combinata ad un magistrale utilizzo di luci e ombre rivela un talento artistico come pochi.

« La tecnica è il mezzo di cui mi servo per raccontare il mio pensiero ». La tradizione pittorica è messa a servizio del sentire dell’autore.

«Il turbamento evidente in alcune figure è vissuto in maniera straziante e assume una deformazione mostruosa » spiega Ferri.

Così un sogno può divenire presto un incubo, l’apollineo si tramuta in dionisiaco e la luce in oscurità.

«Il rapporto che i miei soggetti vivono con la realtà ultraterrena è duplice, perché vive di attrazione e repulsione».

Opere ossimoriche, inebrianti, belle e spaventose.

Un percorso professionale eterogeneo e versatile. Le sue tele oltre ad essere esposte in spazi istituzionali e gallerie, sono state scelte per la serie tv “Gomorra”, il film di Bellocchio “Sangue del mio sangue”.

Roberto Ferri, Il gioco della Fede, olio su tela 2016

« Era entusiasmante vedere come alcune scene venissero costruite proprio in base ai miei quadri.».

Per la seconda serie di Gomorra, le sue opere sono state collocate nell’ufficio del boss Savastano. «La Tv è in grado di esercitare forti messaggi subliminali, è stata una collaborazione costruttiva da ambo i lati».

Ferri è autore di celebri opere sacre, tra cui le tele che ritraggono la Via Crucis, realizzate per la Cattedrale di Noto, e, più recentemente, il ritratto ufficiale di Papa Francesco. Segno questo che la sua poetica è in grado di comunicare un messaggio universale, per un pubblico e destinazioni diverse.

Un percorso da subito ricco di successi per il giovane artista, che poco più che trentenne prese parte alla 54esima Biennale di Venezia e già vantava una personale  al Complesso del Vittoriano di Roma.  Oggi Ferri collabora con Liquid Art System, il circuito di gallerie di Franco Senesi con base a Capri e Positano, con cui partecipa alle fiere di mezzo mondo. 

Roberto Ferri, Il Canto della Vergine, olio su tela 2016
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Annachiara Della Corte

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