I proventi dell’Isis. Chi finanzia il Terrore?

Liberate la vostra mente da cliché e preconcetti vari, qui non parliamo di fanatismo e religione, discuteremo di vil denaro. Sì, quello che fa girare il mondo, quello che alimenta il terrorismo e lo tiene in vita. Il terrorismo è business, questo lo hanno capito in tanti ma non tutti.

Il sedicente Califfato si comporta come un vero e proprio Stato, non parliamo mica di una banda di straccioni barbuti; l’Is gestisce attività che determinano ingenti proventi, accumula ricchezze che consentono una solida gestione del potere, acquista armi e risponde alla politica espansionistica occidentale con subdoli e sanguinosi attentati. Ma facciamogli i conti in tasca: quanto incassa lo Stato Islamico?

. Petrolio

L’oro nero è la prima fonte di approvvigionamento dei terroristi. Secondo il Tesoro Usa e i media americani il petrolio consente all’Is di guadagnare 480 milioni di dollari all’anno (429 milioni di euro). Distruggere i pozzi siriani? Soluzione non semplice, questo perché ciò provocherebbe un immane disastro ecologico mettendo in ginocchio un Paese già disastrato e inoltre brucerebbe la vita di migliaia di persone. (Fonti: Rainews24, Tesoro Usa, Rand Corporation)

. Tasse e estorsioni  

Circa sei milioni di persone abitano sotto il controllo dello Stato Islamico, a loro l’Is impone una serie di tasse tratte dalla tradizione dei primi secoli della storia islamica che determinano entrate pari a 48 milioni di dollari mensili (42,9 milioni di euro). Oltre alle imposte “legali”, l’Isis ricorre spesso a rapimenti ed estorsioni per arrotondare i suoi bilanci: roba da 20 milioni di dollari all’anno (17,8 milioni di euro). (Fonti: Rainews24, Tesoro Usa, Rand Corporation)

. Saccheggi e contrabbando

La Siria è un territorio ricco di opere d’arte, tesori che vengono spesso trafugati e rivenduti a privati per Califfatocifre considerevoli, attività molto remunerativa che porta fino 100 milioni di dollari all’anno nelle casse del Terrore. La distruzione dei siti archeologici vista in tv fa parte di un’attenta regia, di propaganda becera; l’Is sembra apprezzare l’arte ma semplicemente perché ingrassa il portafoglio del Califfato. Tutto ciò è stato confermato a più riprese dalle autorità irachene (anche dall’ambasciatore iracheno presso le Nazioni Unite – ndr). (Fonte: Rainews24)

. Donazioni

Questo è il capitolo più oscuro. Secondo il settimanale americano Newsweek lo Stato Islamico ha ricevuto donazioni per circa 40 milioni di dollari nel biennio 2013/2014 (35,7 milioni di euro) da parte di soggetti pubblici e privati. Di chi si tratta? Simpatizzanti. Cioè? Questo non si sa o quantomeno non vi è certezza in merito. Molti osservatori internazionali (tra cui molti italiani) puntano il dito contro l’atteggiamento ambiguo degli Stati del Golfo Persico di cui fa parte anche l’Arabia Saudita, paese con cui noi italiani siamo in affari da tempo. (Fonti: Rainews24, Newsweek)

D’altronde si sa, il denaro non ha odore. L’odore acre delle bombe invece si, quello è davvero insopportabile.

 

Fabrizio Brancaccio

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