I Millenials preferiscono l’auto a noleggio

di Fabrizio Brancaccio

Il concetto di mobilità sta cambiando. Anzi, è già cambiato.

Artefici di tale rivoluzione culturale sono i ragazzi della Generazione Y, quelli meglio noti al grande pubblico come Millenials.

Acculturati, attenti alle questioni ambientali e con una forte propensione all’utilizzo dei nuovi media (quelli digitali), hanno sviluppato un differente approccio per quanto riguarda l’uso dell’automobile rispetto alla generazione precedente.

La macchina non è più il sogno proibito dei giovani di oggi.

Probabilmente perché non ci sono soldi, la disoccupazione impedisce ai ragazzi di realizzare sogni che richiedono un investimento economico importante. In molti altri casi gli stipendi sono bassi e la rincorsa ai veicoli sempre più tecnologici e costosi diviene utopica.

Tuttavia, la spiegazione è più ampia, perché riguarda anche mutati stili di vita. Nuove abitudini, maggiore sensibilità sulle tematiche ambientali e forte propensione all’elettrico che li porta a considerare l’auto non più come uno status symbol ma come un semplice mezzo per muoversi sostituibile in città dal trasporto pubblico locale o da nuove forme di mobilità sostenibile come il carsharing o dalle quelle più eco-friendly, come bici e monopattini.

Possedere un’auto, quindi, non è più un chiodo fisso e neppure una priorità da raggiungere nel breve termine

I Millenials preferiscono nettamente il noleggio a lungo termine.

Un’indagine realizzata dalla società di consulenza Bain & Company che ha coinvolto 2700 persone tra Italia, Germania e Regno Unito ha confermato che oltre il 50 per cento dei giovani millennials è disposto a utilizzare un veicolo condiviso ma solo quando è più conveniente o con gli amici: una percentuale che in alcuni casi tocca anche punte del 66 per cento.

Come si legge nel rapporto “Osservatorio mobilità 2019: il mercato dell’auto tra evoluzione e rivoluzione” di Arval Mobility Observatory la quota di mercato delle vetture immatricolate destinati ai privati si è ridotta del 5,2 per cento in cinque anni, passando dal 62,3 per cento del 2014 al 57,1 per cento del 2018.

Sono cresciute invece le quote relative al noleggio e all’area business: la prima è passata dal 19,3 per cento (2014) al 22,7 per cento (2018); l’altra, invece, dal 18,4 per cento (2014) al 20,2 per cento (2018).

In un contesto di precarietà economica, il consumatore (o la sua famiglia) ci pensa più di una volta prima di fare un investimento per comprare una macchina da 10, 15 o 20 mila euro. È anche una questione culturale, perché più che possedere l’auto, interessa utilizzarla, magari con un pacchetto di servizi già incluso – dall’assicurazione alla manutenzione fino all’assistenza – che elimini tutte le problematiche connesse alla proprietà.

(Fonte dati: Business Insider Italia)

 

 

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