Gabriela Mistral: un recital per i 70 anni dal Premio Nobel

Gabriela Mistral

“Tutte volevamo essere regine”: questo il titolo della performance dell’attrice Giorgia Palombi e della violoncellista Marina Giugliano che si terrà giovedì 26 Novembre 2015 alle ore 19.00 presso l’Istituto Cervantes di Napoli, performance che lega musica, lettura e recitar cantando ai versi immortali della poetessa Gabriela Mistral, la prima donna sudamericana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura, nell’ambito della giornata commemorativa del settantesimo anno dall’attribuzione del riconoscimento internazionale alla poetessa dal titolo “Gabriela Mistral 70 anni dopo il Premio Nobel per la Letteratura” organizzata dall’Ambasciata del Cile in Italia e dall’istituto Cervantes.

Gabriela Mistral

Locandina completa della giornata dedicata a Gabriela Mistral

“Quella della Mistral è una poesia fortemente legata al Cile e alle sue vicende personali ma composta nei paesi del mondo in cui la poetessa ha vissuto, l’Italia e Napoli in particolare dove fu console” -spiega l’attrice Giorgia Palombi aggiungendo che- “la scelta poetica tratta dall’antologia ‘Canto che amavi’, edizioni Marcos y Marcos, consente a questo recital di offrire tutti i motivi ispiratori della poetessa: il legame con la natura, la morte, l’appartenenza alla sua terra, la solitudine, la perdita, la forza dell’invisibile, la gioia delle cose semplici. Si intende così anche offrire al pubblico italiano una panoramica di immagini sulla vita della poetessa attraverso un video montaggio che ripropone alcuni momenti della vita della Mistral”. Il titolo della performance si rifà ad una delle liriche “Todas ibamos a ser reinas” che non sarà recitata ma solo suonata, sulla partitura composta da Marta Contreras, la cantante cilena che ha felicemente messo in musica e in canto le poesie della Mistral.

Fedeli a questo riuscito tentativo di trasposizione in musica della poesia, l’attrice Giorgia Palombi e la musicista Marina Giugliano hanno adattato alla musicalità della metrica italiana e alla qualità vibrante del violoncello dieci liriche in una operazione performativa che è una riscoperta dell’universo poetico originario di una donna la cui vita fu una continua sfida ai limiti impostigli dal destino.

di Gloria Esposito