Franco Cerri, il più autorevole chitarrista jazz italiano, spegne 95 candeline

Franco Cerri

Franco Cerri sceglie di dedicare la sua vita alla musica già all’età di 17 anni. Tutto ha inizio con un regalo del padre, una chitarra acquistata con 78 lire.

Ispirato da Michele Ortuso, Il giovane mette il suo talento al servizio dei lavoratori durante la seconda guerra mondiale guadagnandosi un debutto radiofonico a “Radio Tevere, voce di Roma libera”.

Il suo Jazz compie un altro importante passo  in avanti con l’ingresso nell’orchestra di Gorni Kramer nel 1945 dopo essersi contraddistinto in una prestazione dal vivo.
Franco Cerri

Sono gli anni dei primi dischi in studio e delle collaborazioni importanti, prima fra tutte quella con Django Reinhardt.

Gli anni ‘50 di Franco Cerri lo spingono a concentrarsi sulla sua carriera da solista, formando il primo Franco Cerri Quintent lasciando un segno indelebile del suo passaggio nella storia della musica italiana.

È il 1958 quando al Teatro Gerolamo la chitarra di Cerri incontra la voce di Billie Holiday, il piano di Mal Waldron e la batteria di Gene Victory.

Un picco artistico che gli apre le porte in altri settori.

La neonata televisione italiana Rai lo chiama a condurre numerose trasmissioni Jazz ed è lì che oltre all’incredibile talento musicale, Franco inizia a brillare anche come showman.

Il lavoro da turnista in sala d’incisione lo porta a collaborare con giganti della musica italiana come Bruno Martino e Mina.

Franco Cerri ha passato gli ultimi anni della sua carriera a trasmettere la sua arte ai più giovani con la scuola di musica di jazz fondata con Enrico Intra nel 1987.

Una vita quella di Cerri, tra le più ricche nel panorama musicale italiano con decine di dischi e collaborazioni storiche.

#STORYTELLER: DAVIDE MILONE

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