Novel food, nel 2017 mangeremo insetti

Paese che vai, usanza che trovi. Forse una volta, giorno dopo giorno, cerchiamo sempre più di uniformare usi e costumi, abbattere barriere, puntando a una globalizzazione sempre più radicata, specialmente in ambito gastronomico.

Il mondo ci invidia la dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell’Umanità, che affonda le sue radici nell’Italia (sud) degli anni ’60. Ma la curiosità ci ha spinto al di là dei nostri confini. I gusti cambiano e i cibi anche, tutto ciò con il beneplacito delle istituzioni: il Parlamento europeo ha approvato, con 359 voti favorevoli (confermando quanto stabilito dalla Commissione Europea), il testo che regolamenta l’introduzione e la vendita dei cosiddetti novel food sul mercato comunitario.

Dal 2017 potranno essere venduti in Europa insetti, alghe, larve, nanomateriali (additivi, aromi o altri ingredienti) previa approvazione dell’Efsa, l’agenzia per la sicurezza alimentare, che valuterà possibili rischi per la salute provocati dall’eventuale consumo. Non solo: la UE ha stanziato tre milioni di euro per i Paesi che incoraggeranno l’uso degli insetti in cucina.

Magari non vedremo mai i tipici banchetti thailandesi nelle nostre strade, quelli che servono scorpioni, grilli e insetti vari, per intenderci (noi occidentali ci limitiamo a fotografarli). Gli chef più influenti stanno però lottando per sdoganare gli insetti come ingrediente naturale di alcune ricette. Carlo Cracco, per esempio, ha sperimentato locuste brasate al vino rosso e crema di riso con olio e coriandolo (il prezzemolo cinese) cosparsa di larve cotte per pochi minuti nel forno. In Olanda si possono già acquistare le bugs stick, barrette di cioccolato con alcuni tipi di insetti canditi all’interno. Il cuoco danese Renè Redzepi, nel suo ristorante ultra premiato di Copenaghen, ha inserito una portata a base di formiche vive nutrite con cioccolato. L’anno prossimo troveremo insetti da acquistare tra gli scaffali dei centri commerciali italiani, ma unicamente sotto forma di farine. Un inizio soft che ci condurrà in un mondo che ha già fatto capolino la scorsa estate ad Expo 2015, quando fu organizzata la prima degustazione autorizzata dal Ministero della Salute.

Gli insetti sono il cibo del futuro. Il sapore varia tra quello del pesce fritto e la frutta secca, sono molto proteici e maggiormente sostenibili rispetto ad altri animali”.

Parola di esperti.

 

Fabrizio Brancaccio

 

Lascia un commento