Erica Del Bianco: ‘’Quando ho vinto la mia timidezza’’

Quando incontro Erica Del Bianco, la giovane attrice della serie ‘Made in Italy’, serie di Canale 5, in onda in anteprima su Amazon Prime, noto da subito una riservatezza delicata e leggera.

Ha iniziato a studiare recitazione da ragazzina per vincere la sua timidezza fuori dal comune. Studiando, ha scoperto che il palcoscenico era una dimensione in cui la sua paura veniva azzerata. Così si è resa conto di non voler fare altro. Durante gli anni dell’Università, tanti episodi le hanno palesato che la sua strada fosse la recitazione.

Uno in particolare quando stava preparando lo spettacolo teatrale ‘Un tram che si chiama desiderio’, lì ha capito tutto.

“Voglio fare l’attrice! – ha esclamato a gran voce Erica.

“Riuscire ad approcciarmi ad un personaggio femminile come quello di Blanche, che è uno dei personaggi più complessi perché racchiude aspetti difficili da riprodurre, è stato bellissimo’’. – racconta l’attrice.

Quella timidezza combattuta e vinta, ha permesso ad Erica di arrivare fin qui. Adesso, è pronta ad affrontare il trampolino di lancio grazie all’innovativa serie ‘Made in Italy’. ‘Made in Italy’ racconta l’esplosione della moda negli anni 70, un periodo in cui Milano diventa la capitale della moda. Incentrato su una rivista fashion dedicata a tutti i grandi stilisti dell’epoca, talenti emergenti che ben presto conosceranno il successo,  come un giovane Armani, Krizia e tanti altri fautori dell’appeal che il Made in Italy eserciterà nel mondo. Questa serie, intrigante per l’industria del fashion, racconta un periodo storico molto interessante anche dal punto di vista sociale e culturale. Erica interpreta il personaggio di Eleonora. Particolare, e  affascinante per il pubblico che la guarderà. ‘’Sono Eleonora, antagonista di Irene, interpretata da Greta Ferro. Mi è toccata la parte della cattiva ed è stato molto divertente. Eleonora è una “cattiva”che ha una componente umana molto forte. Ciò che la muove è l’invidia nei confronti della protagonista, Irene. Irene ha un ‘x factor’ che purtroppo Eleonora non ha. Tutto ciò che le riguarda, la ingelosisce, motivo per cui Eleonora cercherà ad ogni costo di metterle i bastoni tra le ruote’’. La capacità di costruire un personaggio di base cattivo ma che nasconde motivazioni profonde di fragilità non è affatto semplice ed è la domanda che tutti ci poniamo quando in un film o in una serie televisiva, guardiamo un antagonista e il più delle volte simpatizziamo persino per le sue gesta.  ‘’Ho costruito il mio personaggio senza il bisogno di attingere da me. La prima cosa che ho cercato di fare è stato trovare delle motivazioni che potessero muovere Eleonora, in modo da potermi mettere dalla sua parte. Se non sei dalla parte del tuo personaggio, non puoi dargli vita. Se giudichi per primo, ciò che interpreti, non puoi davvero capire il perché dei suoi gesti. Mi sono immedesimata, guardando con i suoi stessi occhi, l’ho trovata umana, e fragile, sfoga la sua frustrazione con chi sente sia migliore di lei’’. Il personaggio di Eleonora prova un sentimento forte come l’invidia. Chiedo, allora, ad Erica quale sia il suo pensiero su un aspetto così particolare di un essere umano. ‘’L’invidia non è un sentimento che mi caratterizza. Non sento la competizione con le altre persone. L’ammirazione è un sentimento positivo che mi ha sempre spronato a migliorare qualcosa di me per riuscire ad arrivare a un livello sempre più alto. L’invidia è un sentimento negativo che non provo. Chi ne è vittima difficilmente si migliora ma resta fermo in una dimensione in cui spreca tante energie. L’invidia è qualcosa che chiude le persone’’. ‘Made in Italy’ racconta gli anni ’70, cosa significa per un’attrice catapultarsi in un’epoca che non ha vissuto? Con entusiasmo e felicità, Erica mi descrive piccoli aneddoti vissuti sul set: ‘’Vivere gli anni 70 è stato meraviglioso. Per interpretare il mio personaggio, ho dovuto tagliare i miei capelli calandomi completamente nelle vesti di Eleonora. Mi sono sottoposta ad una modifica fisica e questo mi ha permesso di avvicinarmi sempre più a lei. I costumi, i trucchi, le sceneggiature sono state pazzesche, varcavo la soglia del set e mi ritrovavo negli anni 70. Prima di iniziare a girare, mi sono documentata, la produzione mi ha fornito diversi materiali storici. Ho potuto così vivere la realtà di quegli anni. Ho scoperto tantissimi aspetti della moda che non conoscevo, un mondo meraviglioso che ignoravo. È  stato bellissimo’’. Di Erica, alla fine della nostra chiacchierata, mi colpisce quella minuziosa cura che ha del suo mestiere. Un mestiere che ha avuto il potere di farle superare le sue paure, oltre le cose in cui credeva. Concludiamo la conversazione con ciò che rappresenta per lei la recitazione, per imprimerlo bene nella mente, per ricordare ogni volta quanto è stato importante innamorarsi di un mestiere:  ‘’Esplorare l’essere umano attraverso un personaggio è la cosa che più mi gratifica. Mi gratifica raccontare delle storie e di poterlo fare, cercando di calarmi nei panni di qualcuno che non sono. È la conquista più forte che posso raggiungere. Lavorare al personaggio di Blanche mi ha legato tantissimo al mio lavoro.  Mi piace relazionarmi alle persone. Nel mio quotidiano, sono una persona riservata ma questo lavoro mi aiuta. Amo che i personaggi mi costino qualcosa. Se un personaggio non ti costa nulla, non gli stai dando giustizia. I personaggi che interpreti devono arrivare a toccarti, in qualche modo. Se pensi che la storia che interpreti  non valga la pena di essere raccontata, allora non riuscirai a raccontarla’’.

Lascia un commento