Eleonora Abbagnato è Carmen in scena al Teatro Romano di Ostia Antica

LUNEDì 25 MAGGIO ore 21 TEATRO FRASCHINI - PAVIA DANIELE CIPRIANI ENTERTAINMENT presenta ELEONORA ABBAGNATO in CARMEN Balletto in due atti di Amedeo Amodio dal racconto di Prosper Merimée Coreografia e regia Amedeo Amodio Musiche Georges Bizet > Adattamento e interventi musicali originali Giuseppe Calì > Scene e costumi Luisa Spinatelli > Luci Bruno Ciulli > Produzione Daniele Cipriani Entertainment > > Personaggi e interpreti > Carmen Eleonora Abbagnato > Don José Michele Satriano > Carmen (tradizionale)/ Micaela Giorgia Calenda > Don José (tradizionale) / Ufficiale Valerio Polverari Escamillo Alexandre Gasse > Sigaraie/Gitane > Silvia Accardo, Susanna Elviretti, Virginia Giovannetti > Gloria Malvaso, Flavia Morgante, Susanna Salvi > > Gitani/Militari/Contrabbandieri > Giovanni Castelli, Giacomo Luci, Marco Marangio > Valerio Marisca, Nicolò Noto, Giovanni Perugini > > Assistente alla coreografia Stefania Brugnolini > Fotografo di scena Enrico Ripari

Il balletto in due atti è una produzione di Daniele Cipriani Entertainment e viene presentato il prossimo 22 luglio nell’ambito della 2a edizione de “Il Mito e il Sogno” – Ostia Antica Festival 2017. Sulle celebri note tratte dall’opera di Georges Bizet, lo spettacolo è stato completamente riadattato ed arricchito dagli interventi musicali originali di Giuseppe Calì. Le scene e costumi sono a cura di Luisa Spinatelli.

Don José sarà danzato dal primo ballerino cubano Amilcar Moret Gonzalez mentre Eleonora Abbagnato, con la sua bellezza normanna ed il suo sguardo ceruleo, è chiamata ad impersonare la seducente Carmen. Come lei stessa ha dichiarato, sarà forse la sua origine siciliana a renderla particolarmente adatta a ruoli passionali ed istintivi. Recentemente, la ballerina ha reso omaggio a Maria Callas al Festival di Spoleto, interpretando in danza il ruolo dell’ardente Tosca pucciniana che fu proprio uno dei cavalli di battaglia del grande soprano greco.

La travolgente e passionale storia della Carmen è nota a tutti ma il balletto realizzato da Amodio vuol essere una rilettura originale, dove l’azione si svolge dietro le quinte e i protagonisti sono i musicisti o il personale tecnico della compagnia. In questo “teatro dentro il teatro”, i personaggi sono catturati dai fantasmi del dramma appena rappresentato e spinti ad immedesimarsi in ognuno di loro.

Il coreografo ha preso ispirazione da un suo ricordo risalente ad una storica rappresentazione dell’Anna Bolena di Donizetti al Teatro alla Scala: era l’anno 1957, sul podio c’era Gianandrea Gavazzeni e, nei panni della sfortunata regina inglese, nientemeno che la grande Maria Callas. Amodio, allora giovanissimo ballerino scaligero, si trovava dietro le quinte (avendo interpretato uno dei paggetti); racconta che calato il sipario, scese anche un silenzio ultraterreno sul palcoscenico e tutto intorno, un silenzio palpabile, un’atmosfera rarefatta in cui, per qualche minuto, tutti quanti – cantanti, musicisti, personale tecnico – si trovarono sospesi nel tempo. È la medesima atmosfera che Amodio ricrea nel suo balletto Carmen.

Quello di Carmen è un ruolo “totem” per Eleonora Abbagnato che proprio interpretando la selvaggia sigaraia sul palcoscenico dell’Opéra de Paris – nell’omonimo bal

letto di Roland Petit – raggiunse il rango più alto e ambito della gerarchia di una ballerina: quello di étoile. Ora, sul suggestivo sfondo di un teatro antico, un’altra – ma eternamente tragica – Carmen che, ci spiega Amodio stesso, “profondamente consapevole dell’ineluttabilità del momento finale, conduce un gioco trasgressivo ed eversivo, in un impossibile tentativo di sfuggire alla sua sorte”.

Un ruolo fosco a cui, con l’alchimia misteriosa di cui sono maestri i veri artisti, Eleonora Abbagnato porta le scintille di quella luminosa danza che la rende la più celebre ballerina italiana sulla scena odierna.

 

Gabriella Galbiati

 

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