È morto Totò: la sua attualità in cinque film

Sono davvero tanti 50 anni? È morto Totò titolava il quotidiano Paese Sera, quel sabato 15 aprile del 1967. Ma chi fu in vita Antonio de Curtis e perché lo ricordiamo oggi?
Comico teatrale e cinematografico, drammaturgo, poeta, paroliere e cantante, l’unico modo che conosciamo per rendere omaggio alla sua grandezza è attraverso le sue pellicole, scegliendo di citarne cinque, delle quasi cento che hanno caratterizzato la sua carriera, e rivederle, per sorprenderci ancora della loro contemporaneità.
• Totò cerca casa (1949). Diretto da Mario Monicelli e Steno, è stato definito dal Principe de Curtis «l’unico film che mi ha fatto realmente ridere».
• Il medico dei pazzi (1954 da Eduardo Scarpetta). Difficile sceglierne uno soltanto: il teatro al cinema con Totò è diventato eterno. Dello stesso anno: Miseria e nobiltà.
• La banda degli onesti (1956). Totò, Peppino De Filippo e Giacomo Furia in una commedia che racconta le miserie umane, col tempo cambiate nella forma, ma non nella sostanza. È il primo film con la coppia formata da Totò e Peppino. Sempre del ’56: Totò, Peppino… e la malafemmina, con la scena della lettera, ormai nella storia del cinema.
Operazione San Gennaro (1966). Dino Risi dirige un cast stellare, raccontando la tragedia umana che si trasforma in farsa. L’obiettivo della banda: rubare il tesoro di San Gennaro.
Uccellacci e uccellini (1966) Pasolini sceglie Totò e la sua maschera di umanità per una fiaba visionaria, il viaggio di due frati alla scoperta del mondo.

Adesso, al lettore, non resta che chiudere questa pagina e cercare il proprio film.
Vi confessiamo che, in realtà, era tutto uno scherzato: Totò non è morto.
Dopo aver visto (o rivisto) la sua filmografia, sappiamo che ci darete ragione.

Emma Di Lorenzo

 

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