È Milano la città più vivibile d’Italia, ultima Vibo Valentia

di Giovanni Salzano

È Milano la città più vivibile d’ Italia nel 2018 secondo Il Sole 24 Ore che dal 1990 pubblica la classifica della qualità della vita delle province d’Italia.

Al secondo posto Bolzano, medaglia di bronzo per Aosta.

Le città vengono giudicate attraverso 6 parametri: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia e società, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero. Nell’edizione 2017 a vincere era stata Belluno, nel 2018 sul podio sale il capoluogo lombardo.

Milano svetta per reddito, lavoro e servizi. Al primo posto per depositi in banca pro capite, ha un buon tasso di occupazione e vince come migliore smart city. Anche la cultura sale sul podio, con la spesa media dei milanesi al botteghino.

In fondo alla classifica Vibo Valentia. La provincia calabrese è penalizzata dalle performance legate alla giustizia, ai servizi e alle variabili reddituali. Ultima per durata media dei processi e pendenze ultra-triennali nei tribunali, registra anche una delle più basse spese medie degli enti locali per minori, disabili e anziani.

Stabile Roma, che si piazza al 21° posto, in linea con l’anno precedente. La ricchezza dei romani viene confermata dal dato medio dei prezzi delle case, in media il più elevato d’Italia, e dalla maggiore propensione agli investimenti. Pesano sulla città il numero dei protesti, l’indice di litigiosità nei tribunali e le denunce per reati legati agli stupefacenti.

Tra le altre grandi città, spicca Napoli che conquista 13 posizioni: nonostante continuino a peggiorare giustizia, sicurezza e lavoro, la città festeggia il miglioramento su ricchezza e consumi, grazie ai prezzi di vendita delle case. Migliorano anche Venezia, Torino, Catania, Bari, Bologna e Palermo, in controtendenza solo Genova e Firenze.

In particolare il capoluogo ligure è penalizzato dalla più elevata densità di reati legati agli stupefacenti e quello toscano soffre in ambito demografico dove scende in 68esima posizione.

 

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