Diario di Cannes giorno 2: è record con il film che dura 8 ore

Secondo giorno di Festival di Cannes, si entra nel vivo della competizione o, meglio, nelle stranezze che sembrano caratterizzare quest’edizione.

«Non sono ancora morto», queste le parole che accompagnano una foto di Terry Gilliam per annunciare la sua presenza sul red carpet della Croisette, dopo l’ictus, e quella del film “The Man Who Killed Don Quixote”, nonostante il ricorso del produttore Paulo Branco, che voleva impedirne la presentazione a Cannes. Il film ‘maledetto’, che ha costretto il regista ad un lavoro di oltre 17 anni e a innumerevoli vicissitudini, sembra stia per vedere la luce!

Illustre presenza del 9 maggio, Martin Scorsese che, dopo aver inaugurato con Cate Blanchett la 71esima edizione del Festival di Cannes ieri, ha aperto anche la “Quinzaine des realisateurs” ricevendo il premio “Carrosse d’Or 2018”. Omaggio alla sua carriera, la proiezione del primo film, “Main Streets”.

In concorso oggi, il russo “Leto” di Kirill Serebrennikov, che racconta la leggenda del musicista Viktor Tsoi, e “Yomeddine” di A. B. Shawki, opera prima ambientata in Egitto, in concorso anche per la Caméra d’or.

Primo record della kermesse: presentato fuori concorso, “Dead Souls” di Wang Bing dura 8 ore e rappresenta il film più lungo mai visto nella storia del Festival. Il tema? Interviste in presa diretta ai sopravvissuti dei campi di rieducazione comunista cinesi negli anni ’50.

Apertura anche per “Un certain regard”, la cui giuria è presieduta da Benicio Del Toro, con il film bielorusso “Donbass” di Serghei Loznitsa racconta l’Ucraina annessa alla Russia di Putin, una zona di guerra apparentemente dimenticata.

Per la “Semaine de la critique” segnaliamo “Wildlife” di Paul Dano con Jake Gyllenhaal – coppia vista un anno fa sullo stesso red carpet con l’incriminato film di Netflix “Okja” – e Carey Mulligan. Già apprezzato al Sundance Film Festival, un ottimo esordio per l’attore Paul Dano, per la prima volta alla regia.

Emma Di Lorenzo

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