Dall’America in Italia – 5 Puntata

Jack in HD

Dopo l’esperienza americana, cominciai a lavorare nell’impresa di famiglia. Sapevo di non essere piu lo stesso, quest’esperienza mi aveva trasformato! Non avevo piu tanto tempo a disposizione, il lavoro mi impegnava molto. La mia passione per l’Harley Davidson era sempre viva, e appena libero mi chiudevo nel mio garage divertendomi ad apportare modifiche e a rendere la mia moto sempre più personalizzata. Riuscii con grande entusiamo a realizzare grandi cambiamenti, resi il serbatoio interamente cromato e i paraurti bianco latte. A quel tempo a Napoli, non circolavano moto Harley Davidson ed era difficile trovare pezzi di ricambio tanto che  li acquistai direttamente dall’America, in fondo questo mi rese felice perchè con l’aiuto dei miei amici americani tenni vivo ancora quel fantastico legame.

Dopo un po’ arrivò un altro momento importante della mia vita: “IL MATRIMONIO”.

Oramai ero “full”, e lavoro, pensieri e responsabilità mi allontanarono completamente dalla mia “LEI”, la mia Harley, ferma nel garage di famiglia.

Un giorno il mio ex-cognato mi chiese di prestargliela, e io accettai con grande rammarico questa sua richiesta solo perchè la moto potesse nuovamente circolare. Questa idea mi dava piacere, come se fosse stata una forte relazione tipo fra il cavalliere e il suo cavallo. Pensavo spesso a lei, ma altre questioni mi riportarono istantaneamente alla realtà. Trascorsero circa quattordici anni, e una mattina d’improvviso mi venne il grande desiderio di rivedere la mia amata Harley. Percepivo nel mio cuore una strana senzazione, come se fosse accaduto qualcosa di strano.

Una domenica così decisi di chiamare il mio ex-cognato per andare a Maddaloni, dove lui abitava, per prendere la mia moto.

Quella telefonata non fu piacevole, e il mio ex-cognato trovò numerose scuse per non farmela vedere e andare a prendere, mi disse che la moto era senza assicurazione, che le ruote erano a terra, il carburatore sporco… insomma non voleva restituirmela, convinto di avere su di lei un diritto aquisito. Il mio era un pensiero fisso:  rivolevo la mia Harley, ero all’estero per lavoro e pensavo sempre alla stessa cosa. Decisi così di chiamare un meccanico della zona di Valle di Maddaloni, un giovane di nome Pietro molto cortese e disponibile, e gli chiesi di andare nel capannone dove era parcheggiata la moto e di prelevarla. Ricordo ancora il mio stato d’animo quando entrai in concessionaria: la rividi, ma non era più la mia Harley Davidson, era terribilmente trasformata, le cromature e la sua brillantezza erano praticamente inesistenti. Non ci crederete, ma scoppiai a piangere come un bambino!

Tutta arruginita, il serbatoio cambiato tipo quello della Yamaha, il parafango di dietro tagliato, contachilometri eliminato, per non parlare del faro di dietro. Insomma, un disastro. A quel punto non ebbi il coraggio di riprendermela, perché non la sentivo più mia. Lo confessai a Pietro e lui mi propose un’altra 883 sportster quasi simile alla mia adorata. Senza pensarci un attimo, diedi la mia in permuta e aquistai questa nuova proposta con grande dolore e insoddisfazione e chiesi a Pietro di poter realizzare sul serbatoio un poker d’assi sui entrambi i lati e un joker sulla parte alta. Appena fu pronta, risalii subito in sella e cominciai a girare per la mia città. In realta’ non ero soddisfatto e convinto della scelta fatta,  per cui dopo 6/7 mesi mi diressi verso l’unica concessionaria ufficiale Harley Davidson e decisi di dare nuovamente in permuta questo acquisto. , Trovai li’ una 1200 tutta nera, ma la mia proposta di permuta non andò a buon fine, e fui costretto a trattenere ancora la mia vecchia. Ogni tanto la prendevo e mi facevo i miei piccoli giri, sempre con una senzazione di insoddisfazione. Un giorno camminando per via Acton si accostò a me un ragazzo su uno scooter, e il ragazzo che lo guidava mi chiese se conoscevo qualcuno che vendeva Harley Davidson. Senza pensarci troppo su, gli risposi che la mia era in vendita e cosi ci scambiammo i numeri di telefono. Passarono circa 10 giorni e l’accordo fu fatto: moto venduta! Decisi di vendere anche una mia vecchia auto e con la somma  ricavata andai direttamente alla concessionaria Harley Davison di Agnano, entrai e diedi uno sguardo a tutte le moto in esposizione. I miei occhi si soffermarono su una HD 1200 a carburatore del 1994 di colore blu, aveva i suoi anni ma sentivo che era quella giusta. Avevo 10.000€ in tasca, entrai nell’ufficio amministrativo e feci subito la mia proposta, che fu accettata, e senza pensarci su nemmeno un secondo pagai. Ero contento, avevo nuovamente una MIA LEI HD formidabile. E qui inizio’ la mia nuova avventura.

Nel frattempo in Italia il mondo Harley Davidson era completamente cambiato, molto più simile al mio sogno americano…

To Be continued

Jack

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