Da Manhattan a Montauk, viaggio tutto d’un fiato negli Hamptons americani

Le ville bianche con le barche sui canali, i giardini pieni di fiori, le sedie a dondolo sotto i porticati, le spiagge di sabbia dorata bagnate dall’oceano, le staccionate di legno e bambù, le tavole da surf appoggiate ai muri delle case con le verande che guardano il mare e quella musica in sottofondo che arriva da lontano, e che sa d’altri tempi…

Gli Hamptons americani, quanto li avevo desiderati.

Devo ringraziare il mio amico Raf, scrittore italo americano che vive a Manhattan, per avermi regalato una meravigliosa domenica di settembre in questo posto super esclusivo, che attraversa Long Island e arriva sino a Montauk.

Dopo un viaggio in treno da Penn Station verso le case di mattoni rossi di Brooklyn e i villini del Queens, sono arrivata a Babylon e ho iniziato a sentire forte l’odore del mare.

On the road sulla Sunrise Hwy mi sono innamorata dei colori: le prime tinte d’autunno in una meravigliosa sfilata di viali alberati, in vecchie fattorie a bordo strada protette da cancelli di legno grosso e prati verdissimi.

Una giornata straordinaria in perfetto stile americano che mi ha portata indietro di qualche decennio tra vecchi fast food anni Cinquanta, con gli sgabelli di acciaio e Chevrolet dentro il muro, vialoni alberati e ville segrete nascoste nei boschi.

In questa lingua di terra dove ancora ogni sogno sembra essere possibile, la sensazione è quella di essere dentro un film. Soprattutto se ti ritrovi al primo Yard Sale della tua vita.

Avete presente il momento in cui le famiglie americane svuotano i garage e organizzano mercatini davanti la porta di casa per vendere tutto? Ecco, proprio quello.

Senza contare poi l’Open House, una delle esperienze “Made in United States” più belle che abbia mai fatto.

Non capita tutti i giorni di entrare in una casa dell’alta società Newyorkese. Ma negli Hamptons succede anche questo. Perché qui, nel weekend, i proprietari che mettono in vendita le loro abitazioni, le aprono ai possibili acquirenti per una visita. E agli interessati, e ai curiosi come me, non resta che seguire i palloncini per strada e suonare alla porta di queste splendide ville con i giardini curatissimi, la discesa sui canali e la barca sotto casa.

Mentre viaggiavo in macchina, finestrino aperto e capelli al vento, pensavo che ero riuscita ad immaginare solo una piccola parte della bellezza di questo posto, così diverso e lontano dalla frenesia di Manhattan.

E quando, finalmente, siamo arrivati a Southampton, ho avuto la certezza assoluta di essere nel cuore della mondanità e del potere americano.

Strade alberate, case basse, localini intimi, belle signore a passeggio col cappello e la borsa di paglia, negozi con tetti in legno, piccole librerie e un coloratissimo cinema-teatro.

In un attimo sono scesa dalla macchina del tempo e mi sono ritrovata in un’altra America: più lenta e più easy. Il cuore del lusso newyorchese. Hamptons negli States è come dire nella nostra Italia Costa Smeralda, Capri, Portofino.

A Dunes Road, l’antica strada delle ville, di quelle belle che non si riesce più a contarle, dove si vive di odore e di rumore del mare, ci siamo arrivati al tramonto.

Il momento migliore, l’ora perfetta in questo posto magico dove la gente viene a godersi la “bella vita” fatta di buon cibo, di pesca e di surf, di appuntamenti sulla spiaggia e di musica fino all’alba.

Una passeggiata in uno dei suoi luoghi più autentici, Montauk, la punta estrema di Long Island, che vale ogni chilometro percorso. 

Una bellezza dirompente fatta di prati, colline fiorite, scogliere e un faro, il primo edificato nello Stato di New York, a strapiombo sull’oceano.

La vista è da togliere il fiato. Qui ogni cosa sembra realizzabile. Basta perdersi con gli occhi e con i pensieri nell’oceano.

Sono gli Hamptons, that’s America…

Melania Bifaro

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