COME ESSERE L’UOMO PERFETTO

Mi chiamo Marco, professione gigolò

Romano, ex pasticciere, un bel sorriso, occhi intensi, da quattro anni è in giro tra ltalia, Saint- Tropez, Montecarlo. È sempre pronto per un viaggio fuori porta per accompagnare le sue clienti per il week-end. Le raggiunge ovunque si trovino per una cena o un “dopocena” piccante.

«Il mondo è cambiato, oggi l’accompagnatore dovrebbe avere una cultura, non per forza laureato, ma colto. La mia fonte di ispirazione è “American Gigolò”, con Richard Gere, un uomo intrigante, sensibile, con un grande savoir- faire. Deve conoscere le lingue. Inglese e francese sono importanti, oggi le donne vogliono viaggiare e la conoscenza delle lingue è necessaria. Alcune mie clienti vivono all’estero e mi è toccato studiare. Ho imparato anche a ballare la salsa, la baciata e il tango. Le donne oggi sono esigenti anche se il segreto è sempre lo stesso: farle ridere».

Aron è l’uomo perfetto per qualsiasi donna. Sa essere romantico, affettuoso e soprattutto al momento giusto. La sua carriera comincia quattro anni fa per caso, mentre lavorava in una pasticceria. Aveva preso in affitto una casa da poco e si era trattenuto oltre l’orario di lavoro con un collega a parlare delle spese che stava affrontando, quando, una donna gli fece una proposta difficile da rifiutare: trascorrere la notte con lei in cambio di denaro.

«Ci incontriamo un paio di sere dopo. Mi racconta che non aveva rapporti da un anno e mezzo con suo marito e che aveva contattato due gigolò ma dal vivo erano nettamente diversi rispetto alle foto. Pareva provasse gusto a spendere i soldi del marito con me. Io ero intrigato da tutto ciò, a prescindere dall’aspetto economico. La serata andò bene, lei rimase molte contenta. Ma non va sempre così. Chi sceglie la compagnia di un gigolò nella maggior parte dei casi non lo fa per sesso ma perché è alla ricerca di magia. Io posso essere tutto ciò che desiderano per qualche ora, sono l’uomo dei sogni».

Aron racconta di un rapporto “normale” a differenza di quanto si possa credere. Donne comuni, in carriera che per vari motivi non hanno un compagno o sono bloccate in un rapporto ormai stagnante. Telefonate, messaggi di WhatsApp, e tante risate. L’identikit della cliente abituale di un gigolò sembra combaciare con quello della signora della porta accanto, niente manette e fruste o almeno, meno di quanto si immagini.

«La donna che abitualmente mi contatta è una donna curiosa di sperimentare cose nuove. Mi sono imbattuto in donne che, seppure in un rapporto di coppia ormai saturo, non se la sentivano di lasciare definitivamente il compagno ma volevano solo sentirsi desiderate. Donne vergini a trent’anni, che non riuscivano a confessare di non aver mai fatto l’amore. Donne che volevano far ingelosire il proprio uomo, altre che al matrimonio dell’amica non avevano un accompagnatore. È difficile che ti contattino solo per fare sesso fino allo sfinimento. È accaduto ma è raro. In quattro anni tre o quattro volte. L’esperienza che ricorda con un sorriso è di un paio di anni fa, riguarda una ragazza di 29 anni, vergine, fortemente inibita. Il giorno dopo l’incontro, si rivedono, e continuano a sentirsi telefonicamente fino a diventare amici. Due anni dopo, Aron riceve l’invito al suo matrimonio e quando lei lo ha visto alle nozze, dinanzi a tutti e soprattutto dinanzi al novello sposo, ha esordito dicendo che lui le aveva cambiato la vita».

Timide, inesperte, con un accompagnatore hanno la possibilità di sentirsi al proprio agio. La paura della donna è la paura del giudizio e l’incapacità di essere se stessa. Rispetto ad un uomo la donna è più celebrale, una donna va “presa di testa”, coinvolta. Più che con un gigolò sembra di parlare con uno psicologo. «Passo molto tempo al telefono con una possibile cliente, prima dell’incontro. A me piace scoprirla poco a poco, mi dedico a lei, a corteggiarla, a scoprire le sue esigenze e capire come soddisfarle. Se così non fosse mi sentirei una puttana. Voglio sapere chi è. Ci conosciamo attraverso chiamate e messaggi, è una mia scelta per offrire un servizio a 360 gradi».

È strano pensare a un appuntamento in cui la dinamica uomo-donna cambi, in un’inversione predeterminata dei ruoli, eppure anche in questo caso sembra risultare, dai racconti di Aron, più che normale. «Mio nonno è siculo, e io sono nato e cresciuto con l’idea che la donna non dovesse mai aprire il portafoglio. Oggi dopo anni, dall’inizio del mio lavoro, quando arriva il momento del pagamento sono ancora a disagio. Per un appuntamento che prevede una cena, ad esempio, preferisco chiedere un compenso che copra anche le spese di questo genere, proprio perché il gesto di andare a pagare lo faccio io. Ovviamente pensando alla società di una volta, ai miei principi. Oggi si esce a cena e la donna paga, questo è molto più grave» – dice sorridendo.

La curiosità su un appuntamento del genere è tanta, Aron è pronto a giurare che le emozioni sono vere. Riesce ad entrare in empatia con le sue clienti e a raggiungere un profondo grado di intimità, ciò che gli permette di andare oltre.

«Paradossalmente è più vero il mio di appuntamento che molti altri. L’uomo mente per portarti a letto, con me questo non accade. Il segreto è essere se stessi, le donne lo carpiscono se fingi e ti richiamano solo se sono state bene. Coinvolgere ma senza essere coinvolto. Per coinvolgere una persona devi dare qualcosa di te e non è facile. Non mi sono mai innamorato di una cliente ma ci sono stato molto molto bene, tanto da dovermi rimettere in riga. Seppure una bella esperienza, l’innamoramento in questo caso non sarebbe giusto. È capitato che si fossero innamorate di me ma forse è stata colpa mia. Con il tempo ho imparato a far vivere la situazione e a viverla io, evitando questi spiacevoli inconvenienti ma non è sempre semplice, siamo pur sempre umani. Le donne ti trattano come un principe, quando stanno bene vogliono sincerarsi che per te sia lo stesso. Si chiedono se il posto che hanno scelto sia di tuo gradimento. Sono più disposte a donare e donarsi rispetto all’uomo che cerca sesso facile. Per la maggior parte il sesso è secondario, si sentono sole e vogliono un fidanzato seppure a ore».

La sincerità è la base di tutto. Un uomo che ha scelto questo lavoro può innamorarsi, avere una relazione stabile, l’importante è che la donna in questione sia a conoscenza del suo particolare mestiere. Conciliare la sua vita affettiva con tutto questo è possibile secondo Aron.

«Sono sempre stato single. A vent’anni mi mettevo di più in gioco. Nonostante stessi bene in compagnia delle donne, dopo qualche mese mi annoio e sono costretto a chiudere la frequentazione. La continua ricerca mi fa essere felice. Sto bene da solo. Ho una dead line: 2 mesi. Non mi manca una relazione, ma non penso potrebbe incidere sul mio lavoro. Quello che rovina i rapporti non è un lavoro come il mio, ma le bugie e non essere presente nella vita della persona che si dice di amare. Una donna che si innamora di me lo fa anche perché magari è affascinata dal mio lavoro intrigante». Ci chiediamo quale sia il segreto per essere performante in caso non ci sia attrazione fisica e ancora una volta il problema per Aron non sussiste «Non esistono donne con le quali ho difficoltà. Ho difficoltà se ad esempio non si istaura un rapporto, quando non sento sintonia, se non c’è chimica. In quel caso allora desisto. Se penso che una donna, che non ho mai visto prima, mi vuole incontrare, mi desidera questo mi basta. Mi intriga la situazione. Se non mi piace esteticamente, creo la situazione. È eccitante».

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