Claudio Gregori, “quello alto” del duo comico Lillo&Greg!

CLAUDIO GREGORI IN ARTE GREG

L’intervista HASHTAGGATA di Giovanni Salzano

Parole libere. Senza il pregiudizio della domanda. Solo una parola. Solo un concetto. Un cancelletto.

«Nasco fumettista, ma sono principalmente un musicista con un’immensa passione per il teatro e per l’umorismo»

CLAUDIO GREGORI

8 hashtag per raccontare il poliedrico Claudio Gregori, “quello alto” del duo comico Lillo&Greg!

Attore, regista, comico, cantante, musicista, fumettista, conduttore televisivo e radiofonico: impossibile inquadrare in un solo “mestiere” Claudio Gregori, in arte Greg, che da molti anni racconta l’Italia e gli italiani con ironia e spiccata originalità.

Sono tanti i progetti artistici in cui trova spazio il surreale umorismo di Greg: da “Le Iene” in tv, al teatro con AgGREGazioni, uno scanzonato monologo noir, fino al cinema con “D.N.A. (Decisamente Non Adatti)”, la commedia che uscirà nelle sale nella primavera del duemilaventi.

Il film segna l’esordio nella regia cinematografica di Claudio che oltre ad essere uno dei protagonisti della pellicola (con Francesco Mura, Anna Foglietta e il “suo” Lillo)  firma sceneggiatura e musica.

Ma lasciamo parlare Claudio, la sua storia e i miei hashtag.

#claudiogregori

È il mio antroponimo, ma avendo sempre sofferto di “americanite”, già a sette anni ho abbreviato il cognome in Greg per firmare i miei disegni. Nasco fumettista, ma sono principalmente un musicista con un’immensa passione per il Teatro e per l’umorismo, principalmente quello surreale

#JumpinBluesboys

Questo è il nome della prima band di Chicago Blues che mi vide cantante e armonicista nel lontano 1978. Da quel dì ho fatto e disfatto diverse band, quasi tutte imperniate sul Rock’n’Roll (Jolly Rockers-Blues Willies), il Doo Wop (Greg & the Frigidaires) e il Rockabilly (Greg & the Rockin’ Revenge), ma non sono mancate quelle di Country e di Swing

#sergioildetective

Sergio è un mio personaggio dei fumetti. Alla stessa stregua di Paperino o di Pogo, è un animale antropomorfico, nello specifico un varano di Komodoche fa il detective privato. È mono-espressivo, sagace e cinico. Lo pubblicai alla fine degli anni “80 sulla collana “Lupo Alberto”, nel periodo in cui pubblicai anche “I Sottotitolati”

#lillo&greg

Un binomio, un sodalizio, un’amicizia. Conobbi Lillo proprio nel mondo dei fumetti; lavorammo nella stessa casa editrice e quando questa si inabissò, sfruttammo alcune idee per creare un gruppo musicale comico chiamato Latte & i Suoi Derivati, nel 1992. Nel 1995 aprrocciammo il Teatro con la nostra prima commedia. Nel 1997 fummo arruolati nell’esordiente programma tv “Le Jene” che fu il trampolino di lancio della coppia

#videokilledtheradiostar

Il sonoro ha spazzato inesorabilmente l’epoca del muto, ma questo non è accaduto con video e radio. Inizialmente la tv ha fiaccato molto la radiofonia. Oggi però la radio continua ad avere una sua forza effettiva che mantiene saldi e compatti i suoi fruitori. La tv invece nazzica e annaspa in un malefico gorgo in cui inghiotte se stessa. Credo che sia più giusto affermare che video killed the videostar

CLAUDIO GREGORI

#cinepanettone

Il classico “cinepanettone” è quel filone di film con De Sica e Boldi, firmati Parenti, Vanzina o Oldoini. Sono pellicole caratterizzate da storie episodiche intrecciate, pregne di tradimenti, donnine svestite e battute pecorecce. Non li ho mai visti. Ho visionato alcuni frammenti su Internet, giusto per farmi un’idea, ma non sono di mio gusto. I cinque film che abbiamo realizzato con De Laurentiis uscivano nel periodo natalizio, ma erano d’altra pasta. Sono commediole garbate, senza alcuna pretesa, per carità, ma tutto sommato dignitose e necessarie per darci l’accesso al grande schermo che fino ad allora ci era stato negato da altri

#aggregazioni 

“AgGregazioni” nasce come raccolta di brevi racconti, poesie, dissertazioni, apoftegmi, copioncini e aforismi aggregati tra loro senza un preciso ordine. È stata pubblicata dall’editrice Capire. Un giorno notai un comun denominatore tra gli scritti e decisi di dare quell’ordine che richiedevano. Ne venne fuori un monologo, in cui un detective privato deve far luce sulla scomparsa di un ragazzetto della periferia capitolina. Una storia ambientata tra le pieghe dei disagi dell’animo, caustica, irriverente, grottesca, cinica e disarmante. Una discesa agli inferi di antieroi disadattati in cui si ride con l’amaro in bocca

#dnadecisamentenonadatti   

Chiuso il capitolo De Laurentiis, la Lucky Red ha deciso di puntare su un film totalmente nostro: soggetto, sceneggiatura e regia. Anche qui si parla di antieroi inadatti alla vita che conducono e che per questo scelgono il cambiamento, la metamorfosi, qui servita da un esperimento genetico, sulla falsa riga di Jeckyll e Hyde. L’incipit della produzione è stato chiaro: non spiazzare troppo il pubblico abituato a vederci nei film di natale, ma siamo riusciti comunque a creare il nostro microuniverso di personaggi turbati ed atmosfere surreali che animano una storia assurda, ma probabile, che si conclude in un modo poco scontato. E soprattutto siamo riusciti a firmare una regia che ci soddisfa, con inquadrature particolari, una bella fotografia e una narrazione di respiro più americano

#politicamentecorretto

La considero una figura retorica: un eufemismo. Serve a non dire ipocrita. Viviamo una realtà in cui si affermano valori importanti più che altro perché sono di moda o perché si tramandano via Facebook e si esauriscono in un “emoji” arrabbiato per l’onta di un post che diffonde l’ennesima brutta notizia. Viviamo una realtà in cui se bussi alla porta di un bagno pubblico, c’è il rischio che il fruitore non ti risponda “occupato”, ma ti sbandieri arrogantemente il suo “diritto alla privacy”. Annaspiamo in un’era di falso buonismo, in cui ci si bea di essere “tolleranti”, quando questo significa semplicemente essere qualcuno che sopporta con pazienza, ma non gradisce

Ora tocca a Claudio decidere i cancelletti, gli hashtag, i tre concetti che possano descriverlo meglio.

#Musica 

La Musica è la mia linfa vitale. La ascolto incessantemente, la suono, la compongo, la scompongo, la fruisco, la analizzo, la posseggo. Amo svisceratamente il Rock’n’Roll, il Doo Wop, il Bluegrass, i Beach Boys, i Cheap Suit Serenaders, Dean Martin, Burt Bacharach, Henry Mancini e la Classica Sinfonica da Beethoven in poi, passando per Stravinskij, Bartok, Sibelius, Mussorgsky fino a Copeland e Adams. Ho composto Musica per le mie band, per le commedie teatrali e per i film ho assoluta necessità di esibirmi nei concerti il più spesso possibile

#Pupazzocriminale

Circa quattro anni Nicoletta, mia moglie, mi regalò due presine per le pentole e un guanto per la doccia che raffiguravano due paperi e una rana. Io presi un calzettone, un po’ di gommapiuma e delle palline da cerbottana e architettai un quarto personaggio. Ora avevo un cast per realizzare quel che mi rutilava nella mente: una serie stile Muppets che narrasse le nefandezze di una gang criminale capitolina. Storie di scippi, estorsioni, omicidi, rapine e pizzi, ma compiuti da protagonisti il cui aspetto “tenero” cozza terribilmente con l’efferatezza richiesta. La prima ventina di puntate l’ho girata da solo con il cellulare e l’ho data in pasto alla rete telematica. Ha funzionato! Allora si è convinto anche Lillo che spesso partecipa scrivendo qualche puntata. Spero di ricavarne un film. Perché no?

#Nicoletta 

Non potrei prescindere da lei per descrivermi a pieno. Mia moglie. Non son mai stato contrario alle nozze, ma mai pensavo che sarei convolato. Invece ho incontrato lei e a cinquant’anni ci siamo detti “sì” in Comune (rigorosamente). Nicoletta è una mente aperta, fresca, creativa, intuitiva, dinamica, effervescente e vivissima. Per me è uno stimolo continuo e con lei ho ancor più desiderio di cose nuove da sperimentare. Insieme abbiamo un brand di moda, NC Pop, in cui ci sbizzarriamo a creare – per ora solo borse e cappelli – abbigliamenti originali e particolari

STORY TELLER: GIOVANNI SALZANO

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